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Visualizzazione dei post da novembre 11, 2010

Il pane c'a meusa.

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Il pane c'a meusa 11 Novembre 2010. Pietanza tipica del cosiddetto "cibo da strada" Il pane c'a meusa (panino con la milza) è un esempio di tradizione gastronomica italiana nel campo del cosiddetto "cibo da strada", precursore dell'odierno fast food. Questa pietanza, tradizione esclusiva di Palermo, consiste in una pagnotta morbida, sormontata da una spruzzata di sesamo, che viene imbottita da pezzetti di milza e polmone di vitello. La milza e il polmone vengono prima bolliti e poi, una volta tagliati a pezzetti, soffritti brevemente nella sugna. Il panino può essere integrato con caciocavallo grattuggiato (maritato) oppure semplice (schietto-celibe).  Tipica l'attrezzatura del meusaro: una pentola inclinata Dalle mani di un abile artigiano nasce una bontà succulenta. Tipica l'attrezzatura del meusaro: una pentola inclinata all'interno della quale frigge lo strutto mentre in alto attendono le fettine di milza e polmone che devo...

In Sicilia abbondano da sempre i cereali.

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I cereali 11 Novembre 2010. In Sicilia abbondano da sempre i cereali: lenticchie, fave, ceci e fagioli crecevano bene sull'isola e furono, per secoli, la base dell'alimentazione non solo contadina. Bastava un filo d'olio a farne piatto degno di un re. Un vero mistero si cela dietro il fagiolo: chi potrebbe mai immaginare che nello sfarzo del Rinascimento italiano, si potesse regalare un sacchetto di fagioli come dono di nozze? Eppure non furono poveri contadini a pensare a quell'insolito dono: è quanto fece, nel 1533, Alessandro de' Medici quando sua sorella Caterina andò sposa a Henri II, re di Francia. Capita sovente di leggere che quella pianta annua, erbacea delle Papilionacee, sia stata l'ultima arrivata nella cucina italiana assieme ad altre quattromila piante giunte dall'America: patate, arachidi,tabacco, pomodoro, cacao, mais ecc. ecc. Il mistero sta nel fatto che in tutta la Sicilia si mangiavano fagioli neri già da alcuni secoli. Erano stati i...

I formaggi siciliani: il pecorino.

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I formaggi siciliani 11 Novembre 2010. Il più illustre dei formaggi siciliani, il pecorino, ha un testimonial letterario di tutto rispetto: Omero. Sissignori. Quando Ulisse ed i suoi compagni entrano nell'antro di Polifemo, sull'Etna, trovano "cacio, latte e tanta uva". Con quell'uva faranno il vino con cui ubriacheranno il ciclope, fuggendo nascosti nel vello delle pecore. Quindi quel cacio era un "pecorino". Si produce nel Palermitano - non solo sulle pendici dell'Etna - perchè l'ovinicoltura è una delle grandi ricchezze del territorio, con un arco di maggiore produzione nelle zone di Godrano, Cinisi e in alcuni Comuni limitrofi. Si produce pure il famoso caciocavallo, che deve la curiosa assonanza equestre perchè messo "a cavallo delle canne" per asciugare. E' prodotto con il latte delle "Cinisare", mucche allevate allo stato brado, sfruttando i pascoli naturali della zona di Cinisi, ricchi di essenze foraggere tipi...

La pasta nella provincia di Palermo.

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La pasta con le sarde 11 Novembre 2010. A Palermo la pasta è un pezzo di storia. Furono i musulmani a creare, nei primi anni del X secolo a Trabia - a pochi chilometri dal capoluogo - il pirmo impianto per la produzione di "itria", gli spaghetti, da cui deriverebbe il nome del paese. Pare che li abbia portati Marco Polo dal lontano Catai: sarà anche vero, ma questo succedeva alla fine del XIII secolo ed i palermitani mangiavano spaghetti già da trecento anni. Si esportavano, in epoca normanna, "nelle Calabrie". Termine che indicava non solo la Calabria, ma pure Puglia, Basilicata e Campania. Fu con il pane, la prima "materia plastica" alimentare che non aveva più alcun rapporto con l'elemento di provenienza: un prodotto del'ingegno umano. PASTE CON LE SARDE ingredienti(4 persone): Bucatini gr. 400, sarde fresche gr. 800, finocchietto di montagna gr. 500, uva passa gr. 30, pinoli gr. 30, due sardine sottosale, una grossa cipolla, un bicchier...

Le verdure: Asparagi,lattughe,cicoria....

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11 Novembre 2010. Asparagi,lattughe,cicoria,borragine,spinaci,cavoli,cavolfiori,broccoli,indivia,ortica,scarola,finocchio,sedano:furono cibo e medicina, oggi un modo per riflettere su una scelta di vita a tavola.Non dimentichiamo che la verdura fu cibo dei palermitani più poveri e dei contadini che non disponevano di carni o pesci freschi, sia per l'alto costo che per la mancanza di sistemi di refrigerazione.Furono le verdure ed il pinolo ad evitare pericolose intossicazoini, fungendo da antisettico, vermifugo e, comunque, da antidoto.Verdure e ortaggi hanno un loro sovrano nel territorio palermitano: il carciofo. Cresceva spontaneo (ancora oggi) il cardo, tipico dei terreni aridi e sassosi: "plernix" per i greci. Più tardi per gli arabi fu "Karsciuf", una delizia anche per gli angioini che, in francese naturalmente, lo chiamavano "chardon". Per indicare quello spazio dove ne crescevano tanti spontaneamente, fra la città e il Monte Pellegrino, disser...

Il pesce nella cucina palermitana.

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11 Novembre 2010. Palermo e la sua provincia onorano il pesce cucinato in modo semplice e antico per poterne esaltare tutta la freschezza. Lessato e accompagnato da olio extra vergine d'oliva, succo di limone fresco e prezzemolo; arrostito sulla brace, con un profumato "salmoriglio"; fritto croccante, sfumato all'aceto, marinato nel succo di limone, in agrodolce, alla pescatore, oppure al forno su un verde, delicato cuscino di alghe. E poi ancora zuppe e brodini dove lo zafferano rimanda ad orientali profumi da bazar arabo. Agli amanti del pesce, Palermo offre piatti magici in una passerella di colori, sapori, odori sempre diversi: calamari, totani,gamberi, aragoste, polpi, sogliole, pagelli, ricciole, orate, dentici, branzini, cernie, triglie, sgombri, boghe, scorfani, sardine...Ma anche lo squalo, sotto le mentite spoglie di palumbo, gattuccio ecc. ritenuti indispensabili in una zuppa di pesce. Tonno e pescespada sollecitano la fantasia di abilissimi chefs che inv...

Dalle economiche melanzane un piatto tipico: "La caponata"

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11 Novembre 2010. Della cucina popolare siciliana "la parmiciana" e la "caponata" sono i piatti tipici palermitani più conosciuti. Le economiche melanzane furono trasformate dal popolo in quaglie: bastarono due spacchi ai lati e il gambo lasciato intero a ricordare un ipotetico collo senza testa. Affettate e fritte furono disposte in una teglia rettangolare in modo da sembrare una "parmiciana" che in dialetto è la persiana. Altro che cacio di Parma. Con le stesse economiche melanzane, il popolo creò il vero capolavoro della cucina popolare palermitana: la caponata. Qui i tocchetti di melanzane fritte affogano nell'antichissima salsa "agrodolce" in compagnia dei profumati capperi e delle olive verdi carnose. Questo piatto, considerato "la regina" della cucina popolare, è uno dei grandi misteri della sua storia gastronomica. Il consumo delle melanzane, nelle diverse qualità, fu introdotto dai musulmani: furono affettate e fritte in o...

La parmiciana.

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11 Novembre 2010. La cucina da noi è stata da sempre un grande sistema di comunicazione, e la comunicazione avveniva attraverso i servi di casa, per cui la cameriera arrivava a casa al piano di sotto e la mamma gli chiedeva: "Chi manciau u signor baruni?" e la cameriera: "Manciau i beccaficu!", spiegando cos'erano. Al che la madre per copiare i nobili prese le sarde fituse, costavano di meno, li avvolse, lascio il codino a V, e invece di condirle di interiora, li condì con mollica di pane, un poco di odore di arancia o di limone, per cercare di confondere il puzzo del pesce puzzolente, e prudentemente ci mise i pinoli. In tutta la cucina popolare il pinolo è presente perchè rappresenta nella medicina popolare l'unico deterrente contro l'intossicazione alimentare, praticamente è una bivitasi preventiva. E quindi nasce la sarda a beccafico. La stessa sarda viene elevata al rango di lenguado, i nobili mangiavano lenguado, da noi si parlò spagnolo fino al 1...

Quale cucina? Patrizia, baronale o dei "Monsù".

11 novembre 2010. C'è quella patrizia, baronale o dei "Monsù" (siciliana riduzione di Monsieur le Chef...), quella popolare o di reinvenzione spiritosa e, ancora, quella di strada o dei "buffittieri". Come si disse, derivandolo dal francese buffet. Il " Monsù" cioè signore della cucina oltre che capo, era colui che dava l'impronta di originalità ed eleganza ad ogni piatto. È proprio dai Monsù di corte che i giovani apprendisti siciliani hanno appreso i segreti sui tempi di cottura, sul dosaggio degli ingredienti e soprattutto sulla presentazione delle varie portate. Il titolo di Monsù era un vanto e si tramandava da padre in figlio anche se, bisogna precisare che negli anni, i Monsù della nascente e ricca borghesia poco o nulla hanno apportato di nuovo nella cucina siciliana. I"Monsù" ammannirono ai loro raffinati datori di lavoro, sogliole, cernie, fagiani, pavoncelle, capponi, lepri, cinghiali, caprioli, agnelli e capretti con gelatine...

La cucina Palermitana: Raffinata opera d'arte perchè sinfonia.

11 Novembre 2010. La cucina palermitana offre un curioso, intrigante viaggio nella sua lunga storia ed è anche raffinata opera d'arte perchè sinfonia. Armonia perfetta dei diversi apporti. Conoscere la cucina di questa provincia può essere anche, per il viaggiatore attento e cuirioso, una divertente e intrigante chiave di lettura delle società che l'usarono come "sistema di comunicazione". Le su ricette, raffinate e aristocratiche, semplici e popolari, oppure contadine, rivelano gli usi alimentari di sicelioti (come si chiamarono i greci di Sicilia) arabi, ebrei, normanni, francesi, aragonesi e catalani che da qui passarono. Sono vivissimi, ancora oggi, i riferimenti culturali e la ragnatela di richiami che un piatto, compreso il modo in cui viene pesentato e mangiato, spande attorno a sé. Scorrendo un menù di un ristorante palermitano si ha la sensazione di sfogliare un manuale di storia. Cedri, limoni, aranci e mandarini modificarono per sempre il paesaggio palermi...

Cucina: storia e tradizioni,l'arte del gusto.

11 novembre 2010. "Palermo la ghiotta" è definita con caratteristica proverbiale, perché i suoi abitanti hanno sempre ritenuto il cibo non solo alimento fisiologico, ma pure appagamento del gusto. I palermitani non si nutrono, mangiano. La città ha quasi tremila anni, ma non li dimostra. Il primo insediamento umano al riparo del Monte Pellegrino - in una tranquilla caletta dove sfociavano due ruscelli - fu opera di Fenici, Sicani, Greco-ciprioti e mercenari provenienti da ogni angolo del Mediterraneo. Una città emporio per i commerci, con un cosmopolitismo che continuò anche quando arrivarono i Romani, e che influenza ancora oggi la cucina derivante proprio da quelle antiche culture. Occidente e Oriente qui fusero spirito e materia: attorno a Palermo confluì quel corredo. Per conseguenza, anche la cucina è un immenso giacimento culturale. La tavola può diventare, così, luogo di introspezione delle differenti civiltà che si sono avvicendate. Testo tratto dall'opuscolo inf...

Il Palermo calcio in Europa dal 2005 al 2008.

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11 Novembre 2010. Il Palermo riesce a qualificarsi per la prima volta in una coppa europea nella stagione 2004/2005, l'anno del suo ritorno in serie A dopo 31 anni. Stagione 2005/2006 L a prima avventura del Palermo in coppa Uefa comincia contro la squadra dell'Anorthosis Famagosta: il doppio confronto avviene il 15 settembre ed il 29 settembre 2005 ed è una doppia vittoria per il Palermo, in casa vince 2-1 e stravince in trasferta 4-0, il primo storico goal nella competizione viene segnato dal capitano Eugenio Corini su punizione, nello stadio amico, raddioppierà poi Franco Brienza su rigore, mentre nel secondo tempo i ciprioti dell'Anorthosis dimezzeranno lo svantaggio. Il ritorno in terra cipriota sarà una valanga rosanero, infatti andranno a segno Andrea Caracciolo, due volte Stephen Makinwa e Mario Alberto Santana. I rosanero si qualificano quindi alla fase a gironi, la prima partita contro il Maccabi P.T. verrà vinta in trasferta dal Palermo (risultato finale 1-2),...

La storia del Palermo calcio, dal 26.04.2008 al 18.05.2008.

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PALERMO vs ATALANTA 26/04/2008 14. 41. 32 Palermo: Con l’Atalanta un pareggio "estivo" Primo pareggio del Colantuono bis sulla panchina del Palermo. Dopo due vittorie e due sconfitte nella seconda gestione con il tecnico di Anzio, i rosanero nella trentacinquesima giornata non vanno oltre lo 0-0 in casa contro l’Atalanta che torna a muovere la classifica dopo tre sconfitte consecutive. Prova nel complesso positiva dei rosanero che dopo un primo tempo brillante sul piano della intensità e dello sviluppo della manovra, nella ripresa accusano una involuzione sul piano della freschezza atletica affacciandosi di rado dalle parti di Coppola che non corre, in pratica, alcun pericolo. Atalanta propositiva nelle fasi iniziali del secondo tempo: gli orobici creano due occasioni da rete con Doni la cui conclusone viene respinta in tuffo dal portiere rosanero e con Floccari che controlla bene dal limite dell’area ma di sinistro manda alto sopra la traversa. Nella ripresa il Palermo arre...

La storia del Palermo calcio, dal 30.03.2008 al 19 Aprile 2008.

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NAPOLI, 30 marzo 2008 L’incantesimo notturno del San Paolo continua. Il Napoli trova la settima vittoria stagionale in casa sotto i riflettori grazie a un gol di Hamsik arrivato in pieno recupero, quando la partita contro il Palermo sembrava ormai destinata a concludersi con un pareggio. Una vittoria che esalta la squadra di Reja e che è sicuramente troppo penalizzante per i rosanero, apparsi rinati dopo il ritorno di Colantuono e sicuramente più spigliati nella prima parte della gara. PALERMO PUNGENTE - Reja deve rinunciare all'ultimo momento a Santacroce (problema muscolare), in difesa c’è Contini. Blasi regista, davanti Calaiò in tandem con Lavezzi. Colantuono, che debutta nuovamente sulla panchina rosanero, conferma Amauri unica punta con Simplicio a supporto. Parte meglio il Palermo, ma la prima palla gol capita al Napoli: Domizzi schiaccia di testa da due passi, Fontana si salva in angolo. La replica rosanero è immediata: percussione centrale di Balzaretti che fa partire...