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Visualizzazione dei post con l'etichetta Mafia

“Brancaccino! Ù sai a cu ammazzaru steinnata?”: “Che cosa scrivo adesso?”, di Francesco Toscano, pubblicato sul portale Internet Amazon.it.

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Palermo, lì 19 febbraio 2025. Buongiorno,  è con immenso piacere che oggi vi comunico che è stato pubblicato, presso il portale Internet Amazon.it, il saggio autobiografico  “ Brancaccino! Ù sai a cu ammazzaru steinnata?”: “Che cosa scrivo adesso? ” , dello scrivente Francesco Toscano, formato cartaceo, tipo brossura con copertina rigida.  Sinossi: Un viaggio autobiografico nel cuore di Brancaccio, Palermo. Francesco Toscano ci accompagna in un viaggio intimo e personale attraverso le strade del quartiere Brancaccio. Con uno sguardo nostalgico ma realistico, l'autore dipinge un quadro vivido di un luogo segnato da contrasti. Nostalgia per un passato rurale e idilliaco, quando Brancaccio era un luogo ricco di terreni coltivati e la comunità era unita. Disillusione per la violenza mafiosa che ha travolto Palermo negli anni Ottanta e Novanta. Speranza per un riscatto futuro, testimoniata dalle persone che lottano per un futuro migliore.  “Brancaccino! Ù sai a cu ammazza...

"Brancaccino! Ù sai a cu ammazzaru steinnata?”; -Che cosa scrivo adesso? - Capitolo Cinque.

  Cinque.   “Pacchionello – Diecimila”   A ll’inizio del mese di ottobre dell’anno 1981, quando per le vie di Palermo erano già passati a miglior vita circa settanta mafiosi, o presunti tali, barbaramente uccisi da “ Cosa Nostra ” panormita e lasciati agonizzanti sull’asfalto freddo e viscido delle strade del capoluogo, giocava in via Giacomo ALAGNA del quartiere Brancaccio un bambino che, come me, aveva da poco compiuto dieci anni. Figlio di un boss mafioso del quartiere, poi arrestato e processato col Maxi I, egli veniva schernito dagli altri bambini del quartiere in quanto in sovrappeso, e perché aveva delle movenze goffe e stanche; il piccolo monello era solito girare per le vie di Brancaccio con una banconota da Diecimila lire in tasca e svariate caramelle, cioccolatini, merendine, che difficilmente era disposto a condividere con gli altri bambini. Marco, F. , G. , C. , ed altri bambini del quartiere, gli avevano affibbiato il nomignolo di “ Pacchionello – Di...

Qual è il ruolo di Fofò Macchiarella all'interno della famiglia mafiosa di Punta Calura, nel romanzo giallo "I ru viddrani" di Francesco Toscano?

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Palermo, 31 agosto 204.  Fofò Macchiarella è una figura di spicco all'interno della famiglia mafiosa di Punta Calura nel romanzo " I ru viddrani ". Ricopre il ruolo di capo decina, rispondendo direttamente al capo famiglia Don Ciccio "ù pastranu". Le sue responsabilità includono: Gestione delle attività criminali : Insieme a Don Gino "ù curtu", l'altro capo decina, Fofò gestisce le attività illecite sul territorio per conto di Don Ciccio; Cassiere della famiglia : La sua posizione di fiducia è ulteriormente rafforzata dal suo ruolo di cassiere, gestendo le finanze della famiglia mafiosa; Esecutore : Fofò si sporca le mani in prima persona, come dimostra il suo coinvolgimento nell'omicidio del maresciallo Rinaldi, commesso su ordine del capo mandamento Carmelo Spatali; Recupero crediti : Fofò viene incaricato di recuperare l'oro e l'argento rubati a Domenico Sinatra dalla badante Ingrid. Il suo tentativo di recupero si traduce in un'...

Quali sono le principali attività criminali che vengono svolte da Cosa Nostra nel romanzo "I ru viddrani"?

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Palermo, 31 agosto 2024. Ecco una panoramica delle attività criminali che Cosa Nostra intraprende nel romanzo " I ru viddrani ": Estorsione : Il pagamento del "pizzo" è una pratica diffusa a Punta Calura, dove i commercianti sono costretti a versare denaro alla famiglia mafiosa per evitare ritorsioni. Questo dimostra il controllo capillare che Cosa Nostra esercita sul territorio e come l'estorsione sia un'importante fonte di guadagno per l'organizzazione criminale. Furto : La storia ha inizio con il furto dell'oro e dell'argento di Domenico Sinatra da parte della badante rumena Ingrid. Anche se il furto non è stato direttamente orchestrato da Cosa Nostra, l'organizzazione viene coinvolta quando Sinatra chiede aiuto a Don Ciccio per recuperare i suoi averi. Omicidio : Cosa Nostra non esita a ricorrere all'omicidio per eliminare i nemici o punire chi si oppone al suo potere. L'omicidio di Ingrid, avvenuto dopo il suo rifiuto di restitui...

Il ruolo dell'avvocato Carmelo Spatali nel romanzo giallo "I ru viddrani", di Francesco Toscano.

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Palermo, 31 agosto 2024.  L'avvocato Carmelo Spatali è una figura chiave nel romanzo "I ru viddrani", pur non apparendo mai direttamente sulla scena. Le informazioni sui suoi loschi traffici emergono principalmente attraverso le dichiarazioni di Marco Guarraggiano, ex-uomo d'onore della famiglia mafiosa di Punta Calura, diventato collaboratore di giustizia. Ecco un'analisi del suo ruolo: Vertice del Potere Mafioso : Spatali è descritto come il "capo indiscusso" del mandamento mafioso di Punta Calura, figura a cui persino un boss del calibro di Don Ciccio "ù pastranu" Vassallo doveva rispondere; Mandante di Omicidi Eccellenti : Guarraggiano accusa Spatali di essere il mandante dell'omicidio del maresciallo Rinaldi e di Ingrid Doroteea Romanescu, quest'ultima assassinata a Palermo su ordine di Spatali, che aveva incaricato Don Ciccio di vendicare il furto subito da Mimì Sinatra. L'omicidio del maresciallo Rinaldi, in particolare, non ...

La criminalità mafiosa nei romanzi di Francesco Toscano.

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Palermo, 28 agosto 2024. I romanzi di Francesco Toscano offrono uno spaccato inquietante e realistico della criminalità mafiosa in Sicilia, esplorandone le dinamiche interne, l'impatto sulla società e le sfide che essa pone alle forze dell'ordine.  Struttura e gerarchia: In "I ru viddrani", la mafia è descritta come un'organizzazione fortemente strutturata e gerarchica. A Punta Calura, Don Ciccio "ù pastranu" è il capo indiscusso della famiglia mafiosa locale, che fa parte del più ampio mandamento mafioso di Punta Calura, guidato dall'avvocato Carmelo SPATALI. La famiglia di Don Ciccio si dedica ad attività criminali come estorsioni, danneggiamenti, truffe e omicidi, esercitando un controllo capillare sul territorio. Questa struttura gerarchica e il controllo del territorio sono essenziali per mantenere il potere mafioso e perpetuare il clima di silenzio e omertà.  Violenza endemica: I romanzi non lesinano nel descrivere la violenza endemica che pe...

[Sicilia] Giuseppe Di Matteo 25 anni dopo. Le iniziative ad Altofonte e S. Giuseppe Jato.

Era l’11 gennaio del 1996 quando il piccolo Giuseppe Di Matteo, in un casolare nelle campagne di San Giuseppe Jato, veniva strangolato e sciolto nell’acido dai suoi carcerieri: Giuseppe Monticciolo, Enzo Brusca e Vincenzo Chiodo. I tre assassini erano stati mandati lì dal boss Giovanni Brusca che aveva ordinato: “Alliberateve de lu cagnuleddu”. Erano passati 779 giorni da quando il piccolo Di Matteo, allora dodicenne, era stato rapito dal maneggio di Piana degli Albanesi, il 23 novembre 1993, da un commando di Brancaccio su ordine dei capimafia Giuseppe Graviano, Matteo Messina Denaro, Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca. L’obiettivo dei mafiosi era di convincere Santino, il padre di Giuseppe, diventato collaboratore di giustizia, a ritrattare le accuse verso i suoi ex amici mafiosi e smettere di rivelare i retroscena della Strage di Capaci. Giuseppe durante la prigionia venne spostato in diverse celle nei paesi del Palermitano, il Trapanese e l’Agrigentino, con la complicità di decine...

A Palazzo Gulì "no mafia memorial". Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia.

a palazzo gulì no mafia memorial Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia Nuova decisiva tappa per no mafia memorial , il Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia. Il Comune di Palermo ha destinato stabilmente gli spazi di Palazzo Gulì al progetto del Centro Impastato che vede tra i partner RAI Radiotelevisione Italiana e Banca Popolare Etica . “Finalmente si apre la fase operativa per la realizzazione del Memoriale – afferma il Presidente del Centro Impastato Umberto Santino – Avvieremo subito una campagna di informazione e sensibilizzazione che coinvolga istituzioni, associazioni, cittadini che vogliono dare il loro contributo alla creazione di un luogo che rispecchi la volontà della comunità di liberarsi da una tirannia che ha sconvolto la nostra vita. È un'impresa ambiziosa, una sfida culturale e civile, che richiede l'impegno di ciascuno, il reperimento di risorse adeguate, una progettazione corale. Il Centro Impastato, che ha promosso il progett...

Il giornalismo di Mario Francese e l’informazione oggi: l’importanza dell’inchiesta spiegata ai giovani dell’I.P.S.S.A.R. Borsellino.

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Palermo, 5 aprile 2017. Il giornalismo di Mario Francese e l’informazione oggi: l’importanza dell’inchiesta spiegata ai giovani dell’I.P.S.S.A.R. Borsellino La legge della mafia è quella del silenzio. Ecco perché in Sicilia, già dagli anni ’60, la mafia ha punito chi, per professione, ha raccontato fatti scomodi a molti. Otto i giornalisti siciliani uccisi dal piombo mafioso, ma è con l’omicidio di Mario Francese nel ’79 che il gruppo di fuoco dei corleonesi ha inaugurato quella strategia di guerra sanguinaria - rivolta non solo agli uomini delle istituzioni - che avrà il suo epilogo con l’assassinio del giudice Borsellino. Stamane la memoria di Francese e Borsellino si sono ‘incontrate’ nell’aula magna dell’I.P.S.S.A.R. di Palermo intitolato al magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio, in occasione di un incontro sulla memoria e l’esempio di giornalismo di Mario Francese. È stato Giulio Francese, figlio del giornalista del Giornale di Sicilia, a raccontare ai giovani l’i...

XXI anniversario dell'omicidio Di Matteo, le celebrazioni a San Giuseppe Jato.

Palermo, 11 gennaio 2017. LIBERA E IL COMUNE DI SAN GIUSEPPE JATO RICORDANO GIUSEPPE DI MATTEO, UCCISO 21 ANNI FA DALLA MAFIA TESTIMONIANZE E LABORATORI CON SCUOLE E VOLONTARI Al Giardino della Memoria di contrada Giambascio le celebrazioni nell’anniversario dell’omicidio  con studenti, amministratori, autorità e rappresentanti delle associazioni e delle realtà locali .  Ieri in piazza Falcone e Borsellino scoperta una targa commemorativa. “A Giuseppe che non ha chiuso gli occhi… perché li ha aperti a noi”: è stato questo il titolo delle celebrazioni del XXI anniversario dell’omicidio di Giuseppe Di Matteo, ucciso dalla mafia  lì dove sorge oggi il Giardino della Memoria. Studenti, amministratori locali e di Prato, rappresentanti delle associazioni di categoria e delle realtà locali, autorità e forze dell’ordine, volontari ed ex campisti di Estate Liberi si sono ritrovati questa mattina tutti insieme per ricordare il piccolo Giuseppe, nel...

XXI anniversario dell'omicidio Di Matteo, 10 e 11 gennaio le celebrazioni a San Giuseppe Jato.

Palermo, 9 gennaio 2017 XXI ANNIVERSARIO DELL’OMICIDIO DI MATTEO 10 E 11 GENNAIO CELEBRAZIONI A SAN GIUSEPPE JATO Due giorni di appuntamenti organizzati da Libera Palermo e dal Comune di San Giuseppe Jato  Martedì presentazione dei risultati di “Chi semina racconta”, mercoledì testimonianze e laboratori In piazza Falcone e Borsellino sarà scoperta una targa in memoria del piccolo Giuseppe Dall’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo al riscatto di 10 giovani donne che hanno imparato l’agricoltura sociale e trasmesso valori di legalità e inclusione a oltre 120 minori ospiti di case famiglia, comunità alloggio, disabili o autori di reato. Sarà questo il filo conduttore delle iniziative organizzate in occasione del ventunesimo anniversario dell’omicidio Di Matteo da Libera Palermo e dal comune di San Giuseppe Jato, dal titolo “A Giuseppe che non ha chiuso gli occhi… perché li ha aperti a noi”. Nel bene confiscato al boss Giovanni Brusca in contrada Gia...