L'eroina a Palermo negli anni Ottanta del Novecento - "Brancaccino! Ù sai a cu ammazzaru steinnata?"; "Che cosa scrivo adesso?" - di Francesco Toscano. Capitolo Tre.
Tre. “L’eroina” “ S i fa di eroina!” “Che significa?” risposi, da innocente qual ero, giacché ancora un bambino non corrotto dalla vita, a mio cugino, mio omonimo, che aveva qualche anno più di me e con il quale, spesso, mi trovavo a confrontarmi circa le dinamiche del territorio in cui vivevamo. Mio cugino, con quell’esternazione, si riferiva ad Aldo, un ragazzo che come noi abitava nel quartiere in cui siamo cresciuti e con cui, qualche volta, avevamo anche giocato. Era da poco arrivato l’inverno, portando con sé tutti i malanni di quella tormentata stagione. Io, come sempre, ero influenzato, con il moccio perennemente sul naso che non riuscivo a pulire come avrei dovuto fare. Mia madre me lo diceva spesso di soffiarmi il naso con i fazzoletti che mi dava, ma io la ignoravo: punto! Aldo abitava a pochi metri dalla palazzina a due piani in cui io abitavo allora con la mia famiglia. Aveva dei fratelli, più piccoli, con i quali, ricordo, egli non anda...