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Visualizzazione dei post con l'etichetta Corte di Cassazione

CASSAZIONE CIVILE E REPERIBILITA' IN GIORNO FESTIVO.

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La Corte di Cassazione (Fonte: dalla rete) 12 Ottobre 2011. La Cassazione apre uno spiraglio al riconoscimento del giorno di riposo compensativo in caso di reperibilità passiva (senza chiamata) eseguita in giorno festivo. Anche se i contratti collettivi prevedono che il debito orario settimanale non può essere ridotto, il preteso danno definito di natura psico-fisica conseguente al mancato godimento del giorno di riposo compensativo è risarcibile se vi è un pregiudizio concreto patito dal titolare dell'interesse leso, sul quale grava pertanto l'onere della relativa specifica deduzione e della prova (anche attraverso presunzioni semplici).  Per saperne di più....

Il pedone distratto è sempre colpevole, anche se investito: parola di Cassazione.

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(Fonte: dalla rete) 09 Dic. 2010. I giudici di Piazza Cavour negano la possibilità di risarcimento nei confronti dei pedoni che attraversano la strada distrattamente senza dare la possibilità a chi è al volante di evitare di investirli. Per saperne di più...

ADOZIONI: Vietato scegliere il colore della pelle.

29 Aprile 2010. Secondo la Cassazione i genitori che adottano un figlio non possono rifiutare i bimbi di colore. Scegliere in base al colore della pelle sarebbe infatti “contrario alla Convenzione internazionale sulla eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale”. Fonte: IlfattoQuotidiano, giornale di oggi 29 Aprile 2010, pag. 10.

Congedo di paternità: da Firenze la sentenza che amplia i diritti dei futuri 'mammi'.

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12 Dic. 2009. Per i padri un'aspettativa di 5 mesi rispetto ai 3 previsti fino a oggi, stando a casa prima della nascita del figlio. Nel Lazio, rileva l'Inps, il record di domande, soprattutto a Roma. Dalla Cassazione il richiamo a non abusare di questo diritto. Per saperne di più..

CASSAZIONE PENALE, SENTENZA N.28553/2009. Il mobbing del Direttore Generale giustifica anche le misure cauatelari.

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Monreale (Pa), lì 23 Sett. 2009. La settimana scorsa ho pubblicato un post relativo al fenomeno mobbing a Palermo. Si segnalava l' aumento nel capoluogo siciliano del numero di persone che denuncia vessazioni ed emarginazione nel luogo di lavoro. Il fenomeno, noto con il nome di mobbing (deriva dal verbo inglese to mob , che significa: accerchiare, attaccare, aggredire in massa) che è , nell'accezione più comune in Italia, un insieme di comportamenti violenti (abusi psicologici, angherie, vessazioni, demansionamento, emarginazione, umiliazioni, maldicenze, ostracizzazione, etc.) perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso, non è altro che un mix che si trasforma in una vera e propria bomba dal punto di vista psicologico , pronta a ripercuotersi - se trascurata - sulla salute del lavoratore. I singoli atteggiamenti molesti (o em...

Cassazione: clandestino? Espulso anche se manda soldi a famiglia.

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Roma, 27 lug. ( Apcom ) - Le rimesse di denaro in patria per mantenere la famiglia lontana non autorizzano il clandestino a ignorare il decreto di espulsione del questore. La Cassazione si mostra rigorosa nel riconoscimento di quei "giustificati motivi" che consentono all'immigrato espulso di non andar via dall'Italia nonostante l'ordine dell'autorità di polizia. E i giudici della prima sezione penale della Corte, con la sentenza 30994, censurano il magistrato del tribunale di Bergamo per il quale invece dire "tengo famiglia" è un buon motivo per continuare a restare in Italia. In particolare la sentenza di merito aveva sottolineato che l'imputato ''non aveva precedenti penali e non si era potuto allontanare dall'Italia per la necessità di contribuire al sostentamento dei familiari indigenti che sono nella sua patria d'origine''. In pratica il clandestino si era giustificato affermando che anche qualche lavoretto ogni tant...

Cassazione: obbligo fedeltà coniugi vieta anche relazioni gay.

Roma, 26 mar. ( Apcom ) - In tema di fedeltà coniugale non c'è differenza tra relazioni gay o eterosessuali. E in caso di separazione la colpa è di chi ha tradito, non importa se con un amante dello stesso sesso. La Cassazione non trova alcuna differenza tra relazioni sentimentali omosessuali e "tradizionali" affermando in pratica che ciò che conta è la violazione dell'obbligo di fedeltà. Poco importa come e con chi. I giudici della prima sezione civile della Corte, con la sentenza 7207, hanno perciò confermato la separazione con addebito nei confronti di un antiquario che aveva tradito la moglie avviando una relazione con un proprio dipendente. Una "uguaglianza sentimentale" che aveva già portato la Corte d'appello di Ancona ad addebitare la separazione al coniuge traditore che, peraltro, aveva anche deciso di andare a convivere con il suo compagno, lasciando la casa coniugale. La Cassazione sottolinea che "nell'ultimo periodo della convivenza ...