XXI anniversario dell'omicidio Di Matteo, le celebrazioni a San Giuseppe Jato.
Palermo,
11 gennaio 2017.
LIBERA E IL COMUNE DI SAN GIUSEPPE JATO RICORDANO
GIUSEPPE DI MATTEO, UCCISO 21 ANNI FA DALLA MAFIA
TESTIMONIANZE E LABORATORI CON SCUOLE E VOLONTARI
Al Giardino della Memoria di
contrada Giambascio le celebrazioni nell’anniversario dell’omicidio con studenti, amministratori, autorità e rappresentanti delle
associazioni e delle realtà locali. Ieri in piazza Falcone e Borsellino scoperta una targa commemorativa.
“A Giuseppe che non ha chiuso gli
occhi… perché li ha aperti a noi”: è stato questo il titolo delle celebrazioni
del XXI anniversario dell’omicidio di Giuseppe Di Matteo, ucciso dalla
mafia lì dove sorge oggi il Giardino
della Memoria. Studenti, amministratori locali e di Prato, rappresentanti delle
associazioni di categoria e delle realtà locali, autorità e forze dell’ordine,
volontari ed ex campisti di Estate Liberi si sono ritrovati questa mattina
tutti insieme per ricordare il piccolo Giuseppe, nell’ambito del programma di
iniziative messo a punto da Libera Palermo e dal Comune di San Giuseppe Jato.
“Questa data evoca una delle
pagine peggiori della storia della nostra Isola – dice Giovanni Pagano,
coordinatore provinciale di ‘Libera, Associazioni nomi e numeri contro le
mafie’ - La barbarie mafiosa si è accanita contro un bambino, sono più di cento
i bambini vittime innocenti delle mafie e ricordare Giuseppe significa anche
palesare l'infondatezza di assurdi teoremi su una mafia buona e attenta a non
colpire bambini. La storia di Giuseppe Di Matteo va ricordata ogni giorno anche
perché aiuta le nuove generazioni a conoscere i mali della nostra terra, e
vanno in questa direzione il recupero e la piena fruizione del Giardino della
Memoria”.
Questa mattina al Giardino della
Memoria di contrada Giambascio, a San Giuseppe Jato, autorità civili e
militari, studenti di Altofonte e San Cipirello e volontari hanno ricordato il
piccolo Giuseppe visitando il bene confiscato e ascoltando le testimonianze sulla
sua storia dei giovani jatini soci dell’associazione LiberEssenze. E’ stato
inoltre presentato in anteprima nazionale il romanzo "Il giardino della
memoria" di Martino Lo Cascio, edito da Mesogea e dedicato al piccolo
Giuseppe Di Matteo.
“L'11 gennaio di ogni anno per
San Giuseppe Jato e la sua comunità si riapre una ferita - dichiara il sindaco
di San Giuseppe Jato, Davide Licari - La
barbara uccisione di Giuseppe Di Matteo e la drammatica prigionia lunga 779
giorni a cui lo hanno costretto i suoi carnefici, hanno rivelato il vero volto
orribile della mafia e svelato anche ai miei concittadini lo spessore criminale
dei ‘suoi’ capimafia di un tempo. Ritengo una vittoria essere tornati a
ricordare Giuseppe, nel 21° anniversario, nel Giardino della Memoria a lui
dedicato, sorto nel casolare dove è stato ucciso. Ciò è stato possibile grazie
alla realizzazione della strada di accesso alla struttura negli ultimi anni
rimasta impraticabile, i cui lavori saranno ultimati nei prossimi giorni. Un
impegno, questo, che l'attuale Amministrazione Comunale è felicissima di avere
mantenuto, che consentirà finalmente le visite delle scolaresche e lo
svolgimento di attività e laboratori culturali. Oggi il nostro impegno,insieme a Libera e ad altre
associazione impegnate nel sociale, è volto a far nascere da questa storia
triste esperienze positive di riscatto per la nostra città e per i suoi
cittadini. Ne sono stati alcuni esempi il racconto del progetto ‘Chi Semina
Racconta’ che ha coinvolto dieci donne del nostro territorio e la presenza di
una importante delegazione dell'Amministrazione Comunale di Prato in segno di
vicinanza e amicizia alla nostra comunità”. Ieri alle 19 è stata inoltre
scoperta una targa commemorativa del piccolo Giuseppe in piazza Falcone e Borsellino
a San Giuseppe Jato.
Alle celebrazioni di oggi erano
presenti il Vicario del Prefetto di Palermo Giuseppa Scaduto, il colonnello dei
Carabinieri di Monreale Piero Sutera, rappresentanti della Polizia di Stato, il
sindaco di Villabate ed ex giudice Vincenzo Oliveri, i rappresentanti dei comuni di
Camporeale, San Cipirello, Monreale e Palermo, il direttore del
Consorzio Sviluppo e Legalità Lucio Guarino, il direttore dell’Ente di sviluppo
agricolo Fabio Marino, Valentina Fiore dell’ufficio di presidenza nazionale di Libera, i
rappresentanti di associazioni di categoria e di realtà locali. Il vescovo di
Monreale, monsignor Michele Pennisi, ha
inviato una missiva che è stata letta nel corso delle celebrazioni.
Presenti anche molti dei
familiari delle vittime di mafia, che fanno parte del settore Memoria di
Libera, come la
famiglia Agostino, Graziella Accetta, mamma di Claudio Domino, Antonio Zangara
e Massimo Sole. “Memoria e impegno sono le parole che da più di 20 anni
saldano le testimonianze dei familiari delle vittime innocenti di mafia in un
grande racconto collettivo – dice il referente provinciale di Libera per la
Memoria, Antonio Zangara – Libera, tra le tante storie di mafia, ha preso a
cuore quella del piccolo Giuseppe Di Matteo. Storia che sconfessa il presunto
riguardo mafioso verso le giovani vite, luogo comune secondo cui la mafia non
uccide donne e bambini: Di Matteo a soli 12 anni è stato rapito e dopo 779
giorni di prigionia strangolato e sciolto nell’acido. Oggi più che mai
restituire questa storia alla cittadinanza è di straordinaria importanza.
Storia che, come tutte le storie di vittime innocenti, contribuisce a
illuminare le coscienze, trasformando il momento di memoria in impegno”.
Alle attività hanno preso parte
anche una delegazione del comune di Prato, composta da alcuni assessori e dal
presidente del consiglio comunale, in segno di amicizia nei confronti di San
Giuseppe Jato, e alcuni rappresentanti dei coordinamenti di Libera a Prato e a
Bolzano e dei dipendenti della Coop Alleanza 3.0 di Rimini, ex campisti di
Estate Liberi. Al termine della giornata si è tenuta la benedizione solenne di
don Marco Natali.
Fonte:
Ufficio Stampa Libera Palermo
stampa@liberapalermo.it
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