La cultura architettonica del '600 - Il Barocco Palermitano.
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| L'Oratorio di Santa Cita di Palermo |
24 Novembre 2010.
In altri edifici religiosi la cultura architettonica del tempo esibisce nello scenografico impianto e nei moduli grandiosi dei prospetti dai profili mossi e dai vistosi addobbi un repertorio estetico di generosa ridondanza: ed ecco le maestose e superbe chiese di S. Ignazio all'Olivella (1622), di San Matteo al Cassaro (1633), della Pietà (1678), di Santa Teresa alla Kalsa (1686), di San Francesco Saverio (1684-1711), di S. Domenico (facciata del 1726), di Sant'Anna la Misericordia (facciata del 1732), capolavori di Antonio Muttone, Carlo d'Aprile, Giacomo Amato, Angelo Italia, Tommaso M. Napoli, Giovan Biagio Amico, sontuosamente animate dalle plastiche membrature dei prospetti, ricchi di aggetti, di colonne, di fastigi, di addobbi scultorei; ritmi grandiosi e fastose decorazioni anche negli interni, cui operano artisti del rilievo di Antonello Gagini, Vincenzo da Pavia, Giuseppe Albina, dello Zoppo di Gangi, di Paolo Amato, Filippo Paladino, Gaspare Serenario, Leonardo Pennino, oltre i già citati Novelli, Tancredi e Vito d'Anna.
Il Barocco Palermitano e gli stucchi del Serpotta
E' nel campo della decorazione a stucco che il Barocco palermitano dice una parola unica e insuperabile,affidata alla personalità di Giacomo Serpotta, il più grande stuccatore italiano di ogni tempo: nell'oratorio del Rosario in S. Domenico , nell'altro di S. Cita , nella chiesa di S. Agostino , soprattutto nell'oratorio di S. Lorenzo , i putti dell'artista, le sue allegorie femminili, le sue plastiche scene (le opere sono tutte del trentennio 1699 - 1729) impongono un'alta lezione formale, incantando per la perfezione e la levità prodigiosa della modellazione. Per saperne di più....
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