Storia delle Sante Patrone di Palermo. Prima parte.

20 Novembre 2010.
 
Palermo e le sue Sante Patrone.

Prima della nascita di Rosalia, giovane donna palermitana di origine nobile che scelse di vivere da eremita presso il Monte Pellegrino di Palermo (monte solitario, mons Peregrinus), in un giorno che non si conosce, in un anno che non si conosce (nel dodicesimo secolo), che per sua libera scelta aveva stabilito di prendere dimora in un'umida e profonda grotta di quel monte, poi divenuta Santa, e per acclamazione popolare patrona di Palermo(in seguito alla debellione della pestilenza che aflisse il capoluogo siciliano nel seicento per intercessione delle spoglie mortali della Santuzza che vennero portate in processione per le vie della città attanagliata dalla epidemia, da poco rinvenute sul Pellegrino),la città ebbe come Sante Patrone altre e ben diverse figure della religione Cristiana. 

L'icone della Madonna Odighitria. 

Nel 718 d. C. una imponente flotta saracena mise l'assedio alla capitale dell'impero romano, la splendida ed invitta città di Costantinopoli. Durante l'invasione fu ordinato di portare sulle mura della città la sacra icona della Madonna Odighitria custodita nella cappella imperiale della Blacherne, affinchè assistesse le armi cristiane. La leggenda narra che, all'apparire della venerata immagine, si levasse improvvisamente un forte vento su tutto il Bosforo e il Corno d'Oro. La tempesta strappò dagli ormeggi le navi saracene disperdendole come fuscelli di paglia dal mare di Marmara agli stretti e i soldati nemici, presi dallo sconforto, abbandonarono disordinatamente la mischia. La città, grazie all'intercessione divina della Vergine, era salva e, con essa, l'impero cristiano di Costantinopoli. In seguito, alcuni soldati siriani che avevano partecipato alla difesa di Costantinopoli, scioccati e commossi dall'evento soprannaturale a cui avevano assistito, fecero dipingere copia dell'icona miracolosa e la portarono con loro a Palermo, dove erano stati destinati di guarnigione. Da allora, grazie ai loro racconti della miracolosa vittoria dell'esercito Cristiano sui saraceni durante l'assedio di Costantinopoli, si diffuse la devozione verso la Vergine odighitria (nella vasta iconografia bizantina l'odighitria è quella Madonna che "indica il cammino", detta anche "condottiera", ed è raffigurata frontalmente con il bambino sorretto dal braccio sinistro, mentre la mano destra è tesa in avanti nell'atto di indicare la direzione) che salva la patria contro gli invasori. Il culto della odighitria si diffuse rapidamente in tutta la Sicilia e venne, in seguito, ufficializzato con la proclamazione appunto della Signora di Costantinopoli a patrona del thema di Sicilia, cioè della provincia imperiale bizantina che, creata nell'VIII secolo, comprendeva la Sicilia con le isole minori annesse, la Calabria ed il Salento. La venerazione dei palermitani per la odighitria si concretizzò allorquando l'icona che i soldati avevano portato da Costantinopoli venne custodita nella chiesa della Madonna di Costantinopoli, che era ubicata presso il castrum superius, la sede dell'autorità civile e militare della città, l'attuale palazzo reale. Durante la prima epoca del regno di Sicilia (dodicesimo secolo) la chiesa della Madonna di Costantinopoli divenne suffraganea della cappella di san Pietro (la cosiddeta "cappella palatina" di Palermo) costruita da re Ruggero II Altavilla proprio all'interno del palazzo reale, e che fu di jus-patronato regio. 


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