MIELE E API, ISTITUTO ZOOPROFILATTICO: "L'insetto killer non è nelle aziende siciliane".
Dopo due anni dall’allarme, nell’Isola non ci sono focolai
dell’insetto killer Aethina
tumida
Il
biologo Reale: “Nessun rischio per le imprese, ma mantenere sempre alta l’attenzione”
Il
tema è stato al centro di un convegno all’Istituto Zooprofilattico di Palermo
PALERMO. Possono tirare un sospiro di
sollievo gli apicoltori siciliani a due anni dall’arrivo di Aethina
tumida, un coleottero killer che, rendendo invendibile il miele,
nel 2014 fece tremare gli apicoltori del Siracusano. In Sicilia, oggi non ci
sono focolai, ma l’attenzione deve essere mantenuta sempre alta, perché si
tratta di un micidiale insetto, che potrebbe provocare notevoli danni agli
alveari delle oltre mille aziende apistiche sparse in tutta l’Isola.
L’importanza delle api, indispensabili per l’impollinazione dei fiori di molte piante da frutto, è
stata al centro di un convegno a Palermo, organizzato dall’Istituto
Zooprofilattico della Sicilia, che da anni è specializzato, nell’ambito della
biologia molecolare, nelle analisi dei campioni di miele, nell’esame del Dna
dei vari tipi di api e nella tutela dell’Ape nera sicula.
Le api interessano tutti, sono
fondamentali per l’equilibrio ecologico (per l’impollinazione e quindi per
frutta, verdura e per l’erba medica di cui si nutrono gli allevamenti di
bestiame). Se vanno in crisi, sarebbe un disastro per l’agricoltura. Due anni
fa, il terribile parassita di origine africana, Aethina tumida, arrivò a Melilli, dove venne registrato il secondo
focolaio presente in Italia, dopo il caso della Calabria. Le due regioni furono
considerate “zone rosse”: molti alveari furono bruciati, sigillati, accatastati
e bruciati. I terreni furono arati e cosparsi di pesticidi anti-larvali. Il
coleottero, infatti, si nutre di polline e miele,
lo fa fermentare e lo rende invendibile: entra nell’arnia, depone le uova e
dopo pochi giorni nascono le larve che escono e cadono nel terreno per
trasformarsi in insetti adulti. Gli insetti colonizzano molti apiari e si
spostano volando anche a 15-20 chilometri di distanza, attirati dall’odore
delle arnie.
Nascosto nei dolci o usato per
dolcificare, le proprietà del miele sono risapute. Oltre a quelle antisettiche,
ha una diretta azione antinfiammatoria, lenitiva e sedativa, in particolare
contro la tosse e le infezioni respiratorie nei bambini. Il killer delle api in Sicilia
è tenuto sotto controllo, ma la Comunità europea ha prorogato fino al 2017 il
divieto di esportare apiari al di là dello Stretto, per evitare ancora il rischio di
contaminazione. Nel frattempo, gli
apicoltori hanno imparato ad adottare sistemi e tecniche efficaci contro lo
spopolamento degli alveari. Per questo motivo, l’Istituto Zooprofilattico ha
creato un
servizio a sportello, in grado di fornire assistenza tecnico-scientifica agli
apicoltori, che dagli anni ’80 a oggi, dall’ingresso dell’apicoltura razionale,
hanno dovuto imparare da soli, spesso senza supporto scientifico. “Il nuovo ufficio assisterà gli apicoltori
per il monitoraggio e il controllo dell’infestazione da varroa e sarà in grado
di diagnosticare e gestire le principali patologie - ha spiegato Stefano
Reale, dirigente biologo dello
Zooprofilattico di Palermo –. Da anni, il laboratorio Tecnologie diagnostiche
Innovative si occupa della caratterizzazione
genetica delle famiglie, di scoprire, cioè, il genoma delle api”. “Con il
progetto Apeslow, abbiamo incentivato gli allevamenti delle api nere sicule e
creato un apiario sperimentale per lo studio delle patologie, della genetica e
della fisiologia delle api”, ha detto Eugenia Oliveri, naturalista.
Inoltre,
per far fronte alle importazioni di miele dall’estero, Salvatore Seminara
commissario straordinario dello Zooprofilattico, raccomanda di “controllare sempre l’etichetta. La parola
"Italia" deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di
miele raccolto interamente sul territorio nazionale. Nel caso in cui il miele
provenga da più paesi dell'Unione Europea, l'etichetta deve riportare
l'indicazione "miscela di mieli originari della CE". Se proviene da
Paesi extracomunitari deve esserci la scritta "miscela di mieli non
originari della CE".
Palermo,
6 maggio 2016
Ufficio
stampa: Giuseppina Varsalona (338.8385836)

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