Zamparini guarda avanti:"Ballardini una scommessa"

PALERMO, 4 settembre 2008 – Un uomo solo al comando. Maurizio Zamparini. Della triade estiva che aveva ricostruito partendo da zero (dodici acquisti e sei cessioni super) il Palermo, è rimasto solo lui. Fuori Rino Foschi, lo storico d.s, cacciato via anche Stefano Colantuono, il tecnico del progetto che in tre anni avrebbe dovuto riportare i rosanero in zona Champions League.
DECIDO IO - “Mi assumo tutte le responsabilità per una scelta fatta soltanto da me. L’ho presa ieri sera dopo due giorni di meditazioni e consultazioni con mezza Italia ma l’ho comunicata stamattina sia a Colantuono che a Sabatini il quale si è arrabbiato perché dice che non c’era motivo di prenderlo visto che poi decidevo io. Ma lui è qui solo da un mese, questa decisione toccava a me”. Via il romano, tocca al romagnolo: “Ballardini (per lui, contratto annuale, ndr), ve ne accorgerete, è uno con le palle come me, un romagnolo naif e spregiudicato. Una scommessa, un tecnico giovane che mi ha convinto al primo colloquio”. Sul ravennate pesa però già da subito una spada di Damocle: “Perché ho scelto lui? Perché sul mercato c’erano soltanto lui e Novellino. Sa che tipo sono, ora tocca a lui dimostrare che il Palermo è una squadra valida, da Uefa”.
PERCHE’ L’ESONERO - Tante le stilettate del presidente friulano a Colantuono: “Mi ha fatto vergognare con Portogruaro, Ravenna e Udinese, più per la prestazione che per il risultato. Mi chiedeva giocatori nuovi dicendomi che l’organico non era da Uefa ma io ho speso tanto e per me questo è il miglior Palermo degli ultimi anni”. Parecchie liti col romano, l’ultima sabato mattina: “Prima della gara con l’Udinese abbiamo avuto uno scontro, gli ho detto che Jankovic non avrebbe dovuto giocare e invece lui l’ha schierato. Poi, in campo, si è visto chi aveva ragione. Adesso a Ballardini chiedo di proseguire il progetto iniziato con Colantuono perché non mi accontento dell’Uefa anche se con la Roma abbiamo l’80% di possibilità perdere”.
LAVORARE E SORRIDERE - In dieci giorni Davide Ballardini dovrà trasformarsi in mago, prendere la bacchetta magica e far tornare il sorriso a Zamparini: “Ha detto che mi ha preso perché sul mercato eravamo solo in due? Beh, che dire, il presidente è schietto comunque lo ringrazio per la scelta fatta. Ci tengo però a dire che dovunque io abbia lavorato mi hanno sempre richiamato, quindi le società apprezzano il mio lavoro. Inutile fare proclami, i giocatori li conosco solo sul campo. Voglio prima conoscere tutti dal punto di vista umano. Le critiche del presidente? Io sono concentrato solo sul mio lavoro, Palermo è una realtà importante e sono onorato di lavorarci”. Il momento è nero: “Siamo solo all’inizio, bisogna solo lavorare seriamente e serenamente. Dobbiamo essere tutti contenti e coinvolti dal progetto”.

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