Palermo, lì 2 aprile 2025.
Ecco alcuni spunti di riflessione sul saggio autobiografico "Brancaccino! Ù sai a cu ammazzaru steinnata?: Che cosa scrivo adesso?" di Francesco Toscano, per arricchire il lettore sulla sua comprensione dell'opera:
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L'autobiografia come strumento di introspezione e testimonianza: Il saggio è una narrazione autobiografica, e il sottotitolo "Che cosa scrivo adesso?" suggerisce una riflessione sul processo stesso della scrittura autobiografica; l'autore utilizza il racconto della propria vita per esplorare temi più ampi e offrire una testimonianza del suo quartiere.
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Il contrasto tra il passato idilliaco e la cruda realtà: Toscano dipinge un quadro psicologico del quartiere Brancaccio che oscilla tra la nostalgia per un passato rurale e idilliaco degli anni Settanta e la disillusione per la violenza mafiosa e il traffico di droga che hanno segnato gli anni Ottanta e Novanta. Questa dicotomia invita il lettore a riflettere su come i cambiamenti sociali e storici possano trasformare profondamente un luogo e la sua comunità.
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Brancaccio come "proscenio delle vicende umane": Il quartiere di Brancaccio diviene il proscenio delle vicende umane vissute dai personaggi, spesso indicati con alias. Questo approccio permette al lettore di considerare come un contesto specifico possa plasmare le esperienze e i destini individuali.
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La resilienza e la speranza come fili conduttori: Nonostante le difficoltà e le ferite del quartiere, l'autore sceglie di focalizzarsi sulla forza e sulla resilienza dei suoi abitanti che lottano per un futuro migliore. La speranza per un riscatto futuro è un tema ricorrente nelle opere di Toscano. Il lettore può riflettere sul ruolo della speranza in contesti difficili.
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L'uso del dialetto come elemento di autenticità: L'uso frequente del dialetto palermitano contribuisce a rendere la narrazione più autentica e a trasmettere la "voce" del quartiere. Questo aspetto invita a considerare come la lingua possa radicarsi profondamente in un luogo e nella sua identità culturale.
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Un focus sulle storie di persone comuni: Toscano si concentra sulle storie di persone comuni, evidenziandone la quotidianità, le difficoltà, la dignità e la forza d'animo. Il lettore è invitato a riflettere sul valore delle narrazioni individuali all'interno di una storia collettiva.
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Il quartiere come specchio dell'anima palermitana: Il quadro psicologico del quartiere Brancaccio è un intreccio di emozioni contrastanti che riflettono la complessità della realtà palermitana. Il saggio offre uno sguardo autentico e toccante sulla vita del quartiere e sulla lotta dei suoi abitanti per un futuro migliore. Questa prospettiva può stimolare una riflessione più ampia sulla realtà di Palermo e delle sue periferie.
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Il ruolo della memoria e del ricordo: L'autore esprime come l'idea "Ù sai a cu ammazzaru steinnata?"; "Che cosa scrivo adesso?" sia un interrogativo ricorrente. Il lettore può riflettere sul ruolo della memoria nel plasmare la narrazione autobiografica e nel confrontarsi con il passato di una comunità.
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Il percorso personale dell'autore: Cresciuto a Brancaccio, Toscano ha intrapreso un percorso di vita diverso da molti suoi coetanei, entrando a far parte dell'Arma dei Carabinieri. La sua esperienza personale offre una prospettiva unica sul quartiere e sulla possibilità di riscatto.
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La "teoria dei corsi e ricorsi storici": L'autore introduce una riflessione sulla "teoria dei corsi e ricorsi storici" di Giambattista Vico in relazione alle dinamiche del quartiere. Questo spunto invita il lettore a considerare le ciclicità e le persistenze di alcune dinamiche sociali.
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Il saggio autobiografico "Brancaccino! Ù sai a cu ammazzaru steinnata?: Che cosa scrivo adesso?" di Francesco Toscano, offre uno sguardo intimo e personale sul quartiere Brancaccio di Palermo, esplorando l'infanzia, l'adolescenza e la giovinezza dell'autore sullo sfondo di un contesto sociale complesso e spesso difficile. Attraverso i suoi capitoli, Toscano dipinge un quadro vivido di un luogo segnato da contrasti, oscillando tra la nostalgia per un passato rurale e la cruda realtà della violenza mafiosa degli anni Ottanta e Novanta, ma sempre con una sottesa speranza per un futuro migliore.
Ecco una recensione dettagliata dei capitoli:
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Premessa: L'opera si apre con una "Premessa" in cui l'autore riflette sul processo di scrittura e si interroga sul cosa scrivere, esprimendo un senso di stress psico-fisico che sembra ostacolare la sua creatività. Le domande che lo assillano, "Che cosa scrivo adesso?" e "Ù sai a cu ammazzaru steinnata?", suggeriscono una difficoltà nel focalizzarsi su un tema centrale, nonostante l'ammissione di non aver mai avuto problemi di fantasia.
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Capitolo Uno: Il "Capitolo Uno" introduce l'ambientazione principale del saggio: il quartiere Brancaccio di Palermo. Toscano, cresciuto in questo quartiere, lo utilizza come sfondo per narrare le vicende dei suoi personaggi, riflettendo la violenza endemica che lo ha caratterizzato, ma anche il desiderio di redenzione dei suoi abitanti.
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Capitolo Quattro: Il bullo: Intitolato "Il bullo", questo capitolo si concentra sulle dinamiche del bullismo attraverso le esperienze di un bambino di nome F., vessato da un bullo di quartiere chiamato G. durante gli inizi degli anni '80. Il racconto evidenzia le difficoltà di F., le sue reazioni alle prepotenze subite e un episodio in cui un cugino interviene in sua difesa. Il capitolo offre una riflessione amara ma realistica sulla violenza infantile e sull'importanza del contesto sociale nello sviluppo della personalità, con un accenno alle differenze tra i bambini di allora e quelli di oggi, influenzati dai videogiochi.
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Capitolo Cinque: Pacchionello – Diecimila: Questo capitolo, dal titolo "Pacchionello – Diecimila", trasporta il lettore nell'ottobre del 1981 e presenta la figura di un bambino soprannominato "Pacchionello – Diecimila". Figlio di un boss mafioso, il bambino era solito ostentare una banconota da diecimila lire e dolciumi, suscitando l'esclusione da parte degli altri bambini a causa del suo sovrappeso e della sua aria perennemente stanca. Attraverso questo aneddoto, Toscano offre uno spaccato della realtà di Brancaccio negli anni della "seconda guerra di mafia", dove la ricchezza di alcuni era palesemente frutto di attività criminali, creando un clima di omertà e paura. L'autore riflette anche sulla mentalità degli abitanti del quartiere, spesso restii a commentare gli eventi criminosi.
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Capitolo Sette: S.G., alias Totò: Intitolato "S.G., alias Totò", questo capitolo è un ricordo affettuoso del primo amico d'infanzia dell'autore, compagno di banco dalle elementari. Toscano rievoca gli anni trascorsi insieme presso il Circolo Didattico "Nazario Sauro", le differenze nelle loro attitudini scolastiche e il successivo percorso di vita di "Totò", divenuto marittimo e poi commerciante nel quartiere. Il capitolo si conclude con un commosso addio all'amico prematuramente scomparso, sottolineando l'importanza dei legami formativi dell'infanzia.
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Capitolo Tredici: La caccia: "La caccia" è un capitolo intriso di ricordi d'infanzia risalenti all'ottobre del 1977. Toscano narra di quando suo padre lo portava sulla spiaggia dei bagni Virzì – Petrucci ad assistere alla caccia alle allodole praticata da uno zio e da altri cacciatori. La descrizione si sofferma sugli odori, i rumori e le immagini di quella pratica cruenta, culminando nel ricordo dei bambini che raccoglievano le cartucce usate per farne oggetto di giochi. Questo capitolo offre uno spaccato delle usanze e delle atmosfere della Sicilia dell'epoca, viste attraverso gli occhi di un bambino.
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Capitolo Quattordici: DNA: In "DNA", Toscano riflette sul suo senso di appartenenza al quartiere Brancaccio, nonostante le esperienze di vita condivise con i suoi coetanei. L'acronimo DNA gli riporta alla mente un episodio scolastico durante una verifica d'italiano in cui inaspettatamente riuscì a ottenere un buon voto grazie alla sua precedente lettura sulla scoperta della doppia elica del DNA. Il capitolo prosegue con il ricordo di un suo coetaneo di Brancaccio, soprannominato Luca, che intraprese la strada della criminalità per poi riscattarsi. Attraverso queste riflessioni, l'autore esplora il concetto di identità e di come le scelte individuali possano differenziare i percorsi di vita all'interno di uno stesso contesto sociale.
Nel complesso "Brancaccino! Ù sai a cu ammazzaru steinnata?: Che cosa scrivo adesso?" di Francesco Toscano, si configura come un'opera profondamente radicata nel territorio palermitano, che attraverso aneddoti personali e il racconto di figure emblematiche del quartiere Brancaccio, offre una testimonianza autentica e toccante di un'epoca e di un luogo specifici, affrontando temi universali come l'infanzia, la memoria, l'identità, la violenza e la speranza. Lo stile narrativo di Toscano, caratterizzato da un linguaggio crudo e realistico, spesso arricchito dal dialetto palermitano, contribuisce a rendere la narrazione ancora più vivida e coinvolgente.
Francesco Toscano, autore ed editore.
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