Conoscere la città di Palermo: Il Cassaro.
25 ottobre 2013. Lasciato alle nostre spalle il Palazzo delle Aquile, che si affaccia su piazza Pretoria, o della vergogna, sede del Municipio, percorriamo verso ovest la via Maqueda; a due passi si ergono i monumentali Quattro Canti, o Ottagono del Sole, o teatro del Sole, altisonante fulcro architettonico dell'universo barocco di quella che fu capitale vicereale. Si tratta di una piazza (o armonioso slargo) ottagonale all'incrocio dei due principali assi viari di Palermo: la via Maqueda e il Cassaro, oggi Corso Vittorio Emanuele (antica via di origine fenicia, collegante l'acropoli e il Palazzo dei Normanni al mare), a metà circa della loro lunghezza. Il nome esatto della piazza è Piazza Vigliena (in omaggio al Viceré il cui nome completo era marchese don Juan Fernandez Pacheco de Villena y Ascalon), ma le fonti antiche la ricordano come Ottangolo o Teatro del Sole perché durante le ore del giorno almeno una delle quinte architettoniche è illuminata dal sole. I Quattro Canti propriamente detti sono i quattro prospetti architettonici che delimitano lo spazio dell'incrocio. Realizzati tra il 1609 e il 1620 e sormontati dagli stemmi (in marmo bianco) reale senatorio e viceregio, i quattro prospetti presentano un'articolazione su più livelli, con una decorazione basata sull'uso degli ordini architettonici e di inserimenti figurativi che, dal basso in alto, si susseguono secondo un principio di ascensione dal mondo della natura a quello del cielo. I quattro piani di facciata risultano così decorati: al piano inferiore, fontane che rappresentano i fiumi della città antica (Oreto, Kemonia, Pannaria, Papireto); quindi, un ordine in stile dorico, contenente le allegorie dalle quattro stagioni (rappresentate da Eolo, Venere, Cerere e Bacco); l'ordine successivo, in stile ionico, ospita le statue di Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV; infine, nell'ordine superiore, le quattro sante palermitane, Agata, Ninfa, Oliva e Cristina, patrone della città prima dell'avvento di Santa Rosalia (1624) e di San Benedetto il Moro (1652). Un antico detto che celebrava nei Quattro Canti il centro virtuale di Palermo recitava "feste e forche a Piazza Vigliena" (pubbliche feste ed esecuzioni capitali).
| La chiesa di San Giuseppe dei Teatini. |
| Piazza Bologni. |
La Cattedrale di Palermo. Ignoto pittore siciliano,Veduta della Cattedrale di Palermo, olio su tela, inizi del XVII sec. Museo Diocesano di Palermo, cm 76 x 153.
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