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Il Palazzo Reale di Palermo. Storia di un antico monumento. Guglielmo I detto il Malo, il sovrano dedito all'ozio e gli altri sovrani Normanni. Parte terza.

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Ruggero II in un mosaico presso la Chiesa della Martorana di Palermo 20 Novembre 2010. M orto Ruggero II nel 1154, restò legittimo erede del regno Guglielmo, suo terzo genito, essendo già morti gli altri eredi al trono, Anfuso nel 1141,e Ruggero duca di Puglia nel 1145 . Aveva regnato ventiquattro anni e aveva sottomesso tutte le terre che si bagnano nel Mediterraneo fino ad Algeri. Guglielmo è passato alla storia per essersi abbandonato all'ozio, a tal grado di cattività, e di tristezza pervenne, che si acquistò il sopranome di malo, trascurando così le cose del Regno , affidandone la gestione a persone di fiducia: tra queste Maione di Bari che egli nominò amiratus amiratorum (emiro degli emiri), una specie di primo ministro plenipotenziale. Dovette però presto affrontare una difficile situazione politica a causa della minaccia dell'impero germanico, portata dal Barbarossa, di quella dell'impero di Bisanzio portata da Manuele I Comneno e da quella del papato retto ...

La Cucina Siciliana: Oggi prepariamo gli arancini.

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Gli arancini. (Fonte: Dalla rete) 20 Novembre 2010. L'arancino è una specialità della cucina siciliana. Si tratta di una palla di riso fritta, di diametro di 8-10 cm, farcita con ragù, altre volte con composti di salsa di pomodoro, mozzarella, piselli o altro. Il nome deriva dalla forma e dal colore tipico, che ricordano un'arancia. Nella parte orientale dell'isola gli arancini possono anche avere una forma conica. Nella letteratura, il commissario Montalbano, personaggio dei romanzi di Andrea Camilleri, è un noto buongustaio e ha contribuito a far conoscere questo piatto fuori dall'Italia con il libro Gli arancini di Montalbano. Il nome: arancino o arancina? Nelle zone di Palermo, Trapani, Gela e Agrigento, il nome, a differenza del resto della Sicilia, è declinato al femminile: arancina invece che arancinu. Storia: L'arancino sembra essere stata importato dagli arabi che erano soliti mangiare riso e zafferano condito con erbe e c...

Storia delle Sante Patrone di Palermo. Seconda parte.

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20 Novembre 2010. Palermo e le sue Sante Patrone.  La grande popolarità raggiunta dal culto per la Vergine - a Palermo - impedì a figure locali come la giovinetta di nome Oliva, pur vissuta in odore di santità, di assurgere subito al rango di patrona cittadina. Negli anni oscuri dell'occupazione saracena le tradizioni cristiane si affievolirono nel tempo pur senza mai spegnersi del tutto. Con la liberazione della città da parte di Ruggero e Roberto d'Altavilla il suo rapido emergere politico, prima come città principale della gran contea di Sicilia, poi come capitale del regno fondato da Ruggero II d'Altavilla, fecero sì che la questione del suo prestigio e del suo patronato si ponessero nuovamente ma guardando sempre alla figura della Vergine. Infatti, anche la cattedrale di Palermo e il vicino duomo di Monreale - entrambi costruiti nel dodicesimo secolo - erano dedicati alla Vergine. Si consideri, inoltre, che altre quattro chiese di Palermo in quell'ep...

Storia delle Sante Patrone di Palermo. Prima parte.

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20 Novembre 2010.   Palermo e le sue Sante Patrone. Prima della nascita di Rosalia, giovane donna palermitana di origine nobile che scelse di vivere da eremita presso il Monte Pellegrino di Palermo (monte solitario, mons Peregrinus), in un giorno che non si conosce, in un anno che non si conosce (nel dodicesimo secolo), che per sua libera scelta aveva stabilito di prendere dimora in un'umida e profonda grotta di quel monte, poi divenuta Santa, e per acclamazione popolare patrona di Palermo(in seguito alla debellione della pestilenza che aflisse il capoluogo siciliano nel seicento per intercessione delle spoglie mortali della Santuzza che vennero portate in processione per le vie della città attanagliata dalla epidemia, da poco rinvenute sul Pellegrino),la città ebbe come Sante Patrone altre e ben diverse figure della religione Cristiana.  L'icone della Madonna Odighitria.  Nel 718 d. C. una imponente flotta...

Il Palazzo reale di Palermo. La Storia di un antico monumento dalle sue origini ai giorni nostri. Seconda parte.

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18 Novembre 2010. U go Fancaldo, autore di cronache della seconda metà del secolo XII,  nella sua opera  « Liber De Regno Sicilie  », nella quale narrò la storia del regno normanno di Sicilia, soprattutto sotto il regno del re Guglielmo I, detto il Malo, successore di Ruggero, il quale trascorse la maggior parte del suo periodo di regno in Palermo, e la maggior parte delle sue giornate - come sussurravano le malelingue - nei giardini e negli harem del suo palazzo (La presenza fisica del sovrano in Sicilia consenti perciò l'evolversi di un sistema amministrativo alquanto diverso, impostato su fondamenta ad un tempo arabe e bizantine, n.d.r. ) , continuando nella sua descrizione delle meraviglie del Palazzo reale di Palermo, fra l'altro, aggiunge:" Parecchi altri edifizii per così dire piccoli palazzi, ricchi di splendidi ornamenti erano ivi ancora, dove soleva il Re secretamente trattare coi suoi familiari di affari di stato, o coi magnati dei pubblici e maggiori affar...

Il Palazzo reale di Palermo. La Storia di un antico monumento dalle sue origini ai giorni nostri. Prima parte.

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La città di Palermo nell'antichità e la sua Paleopoli  (Fonte: Dalla rete) 17 Nov. 2010. Il Palazzo reale di Palermo sorge nella parte più antica della città di Palermo, l'antica Paleopoli che durante la dominazione araba venne chiamata Halqah e al suo interno venne edificato un nuovo e grandioso castello ed un'enorme moschea che poteva ospitare fino a 7.000 persone (la moschea risiedeva al posto dell'attuale cattedrale). Gli storici credono che fu, oltre che la residenza dei Principi musulmani e dei sovrani Normanni e Svevi, la dimora dei sovrani che dominarono la Sicilia anche durante il periodo dei Goti, dei Romani, dei Cartaginesi, che fecero di Palermo la capitale del loro impero in Sicilia. Così come riferisce il Polibio ( Πολύβιος ) , vissuto fra il  206 a.C. ed il  124 a.C., che  fu lo storico greco antico del mondo mediterraneo (studiò in modo particolare il sorgere della potenza della Repubblica Romana. Storie , la sua opera di ricerca sto...

La frase di oggi.

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17 Nov. 2010. "Ci sono crimini peggiori del bruciare libri. Uno di questi è non leggerli." Josif Brodskij