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Dal Palazzo Reale ai Quattro Canti.

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Palermo vista da San Martino delle Scale, Monreale (Pa) P osto al culmine della città antica, il Palazzo dei Normanni  fu residenza degli Emiri, poi dei re Normanni e dei vicerè spagnoli, e dal 1947 è sede dell'Assemblea Regionale Siciliana. Al suo interno la meravigliosa Cappella Palatina, costruita nel 1130 ed arricchita da splendidi mosaici. Poco lontano, in un tranquillo giardino, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti ed il piccolo chiostro annesso sono mirabili esempi di architettura arabo - normanna. Costruita nel 1132 da Ruggero II, la chiesa è sormontata da un elegante campanile e da cinque cupolette rosse di gusto orientale. Accedendo al Cassaro (Corso Vittorio Emanuele) da Porta Nuova, a Piazza Vittoria si trovano i resti di tre grandi residenze di età romana: un pavimento musico raffigurante una "caccia di Alessandro Magno" ed una fossa frumentaria; altri due pavimenti sono custoditi presso il Museo Archeologico Regionale "A. Salinas"....

La provincia di Palermo...

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L a provincia di Palermo (82 comuni; 4992 km2; 1.275.000 ab.), la più vasta e popolosa fra quelle siciliane, si affaccia a N al Mar Tirreno con una lunga costa, che si articola nei golfi di Castellammare, di Carini, di Palermo e di Termini Imerese, ed è limitata all'interno dalle province di Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Enna e Messina: comprende la vulcanica isola di Ustica. Il territorio è prevalentemente montuoso, interessato a E, oltre la valle del f. Torto, dai rilievi delle Madonie (massima elevazione è il Pizzo Carbonara, 1979 m), e a W da una successione alquanto disordinata di rilievi montuosi formati da lunghi contrafforti incisi da brevi e profondi solchi vallivi. Le pianure si limitano per lo più ad ampliamenti della stretta cimosa costiera; le più estese sono la Conca d'Oro, nell'immediato retroterra del capol., e le piane di Partinico e di Termini Imerese. Il clima è tipicamente mediterraneo ma con sensibil...

Il pane c'a meusa.

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Il pane c'a meusa 11 Novembre 2010. Pietanza tipica del cosiddetto "cibo da strada" Il pane c'a meusa (panino con la milza) è un esempio di tradizione gastronomica italiana nel campo del cosiddetto "cibo da strada", precursore dell'odierno fast food. Questa pietanza, tradizione esclusiva di Palermo, consiste in una pagnotta morbida, sormontata da una spruzzata di sesamo, che viene imbottita da pezzetti di milza e polmone di vitello. La milza e il polmone vengono prima bolliti e poi, una volta tagliati a pezzetti, soffritti brevemente nella sugna. Il panino può essere integrato con caciocavallo grattuggiato (maritato) oppure semplice (schietto-celibe).  Tipica l'attrezzatura del meusaro: una pentola inclinata Dalle mani di un abile artigiano nasce una bontà succulenta. Tipica l'attrezzatura del meusaro: una pentola inclinata all'interno della quale frigge lo strutto mentre in alto attendono le fettine di milza e polmone che devo...

In Sicilia abbondano da sempre i cereali.

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I cereali 11 Novembre 2010. In Sicilia abbondano da sempre i cereali: lenticchie, fave, ceci e fagioli crecevano bene sull'isola e furono, per secoli, la base dell'alimentazione non solo contadina. Bastava un filo d'olio a farne piatto degno di un re. Un vero mistero si cela dietro il fagiolo: chi potrebbe mai immaginare che nello sfarzo del Rinascimento italiano, si potesse regalare un sacchetto di fagioli come dono di nozze? Eppure non furono poveri contadini a pensare a quell'insolito dono: è quanto fece, nel 1533, Alessandro de' Medici quando sua sorella Caterina andò sposa a Henri II, re di Francia. Capita sovente di leggere che quella pianta annua, erbacea delle Papilionacee, sia stata l'ultima arrivata nella cucina italiana assieme ad altre quattromila piante giunte dall'America: patate, arachidi,tabacco, pomodoro, cacao, mais ecc. ecc. Il mistero sta nel fatto che in tutta la Sicilia si mangiavano fagioli neri già da alcuni secoli. Erano stati i...

I formaggi siciliani: il pecorino.

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I formaggi siciliani 11 Novembre 2010. Il più illustre dei formaggi siciliani, il pecorino, ha un testimonial letterario di tutto rispetto: Omero. Sissignori. Quando Ulisse ed i suoi compagni entrano nell'antro di Polifemo, sull'Etna, trovano "cacio, latte e tanta uva". Con quell'uva faranno il vino con cui ubriacheranno il ciclope, fuggendo nascosti nel vello delle pecore. Quindi quel cacio era un "pecorino". Si produce nel Palermitano - non solo sulle pendici dell'Etna - perchè l'ovinicoltura è una delle grandi ricchezze del territorio, con un arco di maggiore produzione nelle zone di Godrano, Cinisi e in alcuni Comuni limitrofi. Si produce pure il famoso caciocavallo, che deve la curiosa assonanza equestre perchè messo "a cavallo delle canne" per asciugare. E' prodotto con il latte delle "Cinisare", mucche allevate allo stato brado, sfruttando i pascoli naturali della zona di Cinisi, ricchi di essenze foraggere tipi...

La pasta nella provincia di Palermo.

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La pasta con le sarde 11 Novembre 2010. A Palermo la pasta è un pezzo di storia. Furono i musulmani a creare, nei primi anni del X secolo a Trabia - a pochi chilometri dal capoluogo - il pirmo impianto per la produzione di "itria", gli spaghetti, da cui deriverebbe il nome del paese. Pare che li abbia portati Marco Polo dal lontano Catai: sarà anche vero, ma questo succedeva alla fine del XIII secolo ed i palermitani mangiavano spaghetti già da trecento anni. Si esportavano, in epoca normanna, "nelle Calabrie". Termine che indicava non solo la Calabria, ma pure Puglia, Basilicata e Campania. Fu con il pane, la prima "materia plastica" alimentare che non aveva più alcun rapporto con l'elemento di provenienza: un prodotto del'ingegno umano. PASTE CON LE SARDE ingredienti(4 persone): Bucatini gr. 400, sarde fresche gr. 800, finocchietto di montagna gr. 500, uva passa gr. 30, pinoli gr. 30, due sardine sottosale, una grossa cipolla, un bicchier...

Le verdure: Asparagi,lattughe,cicoria....

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11 Novembre 2010. Asparagi,lattughe,cicoria,borragine,spinaci,cavoli,cavolfiori,broccoli,indivia,ortica,scarola,finocchio,sedano:furono cibo e medicina, oggi un modo per riflettere su una scelta di vita a tavola.Non dimentichiamo che la verdura fu cibo dei palermitani più poveri e dei contadini che non disponevano di carni o pesci freschi, sia per l'alto costo che per la mancanza di sistemi di refrigerazione.Furono le verdure ed il pinolo ad evitare pericolose intossicazoini, fungendo da antisettico, vermifugo e, comunque, da antidoto.Verdure e ortaggi hanno un loro sovrano nel territorio palermitano: il carciofo. Cresceva spontaneo (ancora oggi) il cardo, tipico dei terreni aridi e sassosi: "plernix" per i greci. Più tardi per gli arabi fu "Karsciuf", una delizia anche per gli angioini che, in francese naturalmente, lo chiamavano "chardon". Per indicare quello spazio dove ne crescevano tanti spontaneamente, fra la città e il Monte Pellegrino, disser...