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PALERMO: Città della Sicilia, capoluogo di regione e della provincia omonima

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PALERMO: Città della Sicilia, capoluogo di regione e della provincia omonima. Si affaccia sull'omonimo golfo, all'interno della cosiddetta Conca d'oro, pianura dal clima tipicamente mediterraneo. 691.796 ab. CAP 90100. • Econ. - A P. la massiccia crescita demografica degli ultimi decenni non è stata bilanciata da un adeguato sviluppo economico. Le attività economiche della città risultano concentrate soprattutto nel terziario (specie nelle varie forme della vendita e della pubblica amministrazione), mentre l'industria incide sul totale della produzione meno del 15%, e appare concentrata sulle attività collegate al porto e su un tessuto di piccole e medie imprese operanti nei vari settori dei beni di consumo. Quanto ai collegamenti, quelli con il resto d'Italia sono garantiti dall'aeroporto di Punta Raisi e quelli autostradali mettono in comunicazione P. con Enna e Catania, mentre ancora da completare è il tronco viario in direzione di Messina; le tratte fer...

La Porta Felice è l'ingresso dal lato mare al Cassaro, uno degli assi principali della città di Palermo

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Porta Felice. 02 Febbraio 2008. Tra la via Vittorio Emanuele ed il Foro Umberto I. Quartiere Tribunali-Castellammare. La porta, che da corso Vittorio Emanule introduce al Foro Italico, trae il suo nome dalla moglie del vicerè Marco Antonio Colonna, donna Felice Orsini. Costruita nel 1582, venne inaugurata un anno dopo, con grandi festeggiamenti, nonostante non fosse stata ancora ultimata per la sopravvenuta morte dello stesso vicerè spagnolo. I lavori furono ripresi nel 1602, sotto il vicerè Lorenzo Suarez e il duca Cordova di Ferie, e ultimati nel 1637 durante il governatorato del vicerè don Luigi Moncada duca di Montalto. Il monumento consta di due piloni alti circa 24 metri, recanti sul prospetto esterno ognuno due colonne doriche, reggenti una trabeazione e su di essa un balconcino in ferro. Tra ogni coppia di colonne sta una fonte in calcare, un'iscrizione che reca notizie sulle origini del monumento, e una nicchia con una statua in marmo bianco. Ai lati del balconcino...

TEATRO: SICILIA, 'LA LUPA' IN SCENA A CATANIA E PALERMO

Catania, 1 feb. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Una storia di amore, sesso e morte consumata all'ombra dell'Etna: e' "La lupa" di Giovanni Verga, in scena dal 14 al 17 febbraio al Teatro Metropolitan di Catania e dal 21 febbraio al 2 marzo al Teatro Massimo di Palermo nell'adattamento di Turi Giordano e Guia Jelo, per la regia di Turi Giordano. Sul palco, Ljdia Giordano, Andrea Galata', Fabio Costanzo, Rosario Petix, mario sapienza, Elisabetta Alma, Ilenia Maccarrone e Roberto Fuzio.I personaggi principali de "La lupa" mettono a nudo tutta la loro verita' interiore: la 'gna Pina e' una donna matura che con il suo 'fuoco' passionale travolge la fragile sensualita' del giovane Nanni; l'innocente Mara rivela, col passare del tempo, tutto il suo odio verso la madre; gli altri, spettatori involontari, assistono impotenti al fuoco delle passioni e dell'Eros, paragonato al fuoco dell'Etna.

Il Novecento Palermitano e il Liberty.

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29 Gennaio 2008. Con la luminosa stagione del Liberty, lo stile "floreale" che ha raffinate manifestazioni in una serie di edifici per la committenza signorile (Villa Florio, Villa Igiea, villino Favaloro: opere tutte di Ernesto Basile), si esaurisce infatti - allo scoppio della prima guerra mondiale - il corso aureo della vicenda artistica palermitana, che tuttavia ha breve appendice in quella cosiddetta " architettura del Regime" che trova episodi di rilievo in alcuni edifici di aulica e chiusa monumentalità: l'imbocco neo - barocco di via Roma (1922-1936), il palazzo delle Poste (1928-35), l'antica sede del Banco di Sicilia (1932-38).Una evoluzione del gelido Neoclassico, investito da raffinati equilibri eclettici, è nel policromo Teatro Politeama in stile pompeiano (nel quale trovasi allogata la Civica Galleria d'arte Moderna, con interessanti opere di pittura e scultura dell'Otto e Novecento) e nel monumentale Teatro Massimo (1874 -95) di G...

La vita e le opere di Giacomo Serpotta.

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29 Gennaio 2008. Definito da Donald Garstang “il principale artista dello stucco in Europa” e da Giulio Carlo Argan “uno dei massimi scultori del Settecento”, Giacomo Serpotta (Palermo, 1656-1732) realizzò un’autentica rivoluzione stilistica e culturale, rinnovando la tecnica tradizionalmente povera dello stucco in arte ricercata e alla moda. Ebbe fama, successo e committenze dalle principali congregazioni e compagnie ecclesiastiche cittadine e siciliane: oggi i sontuosi apparati decorativi (suoi o di allievi membri della famiglia) sono presenti in una trentina fra oratori e chiese nella sola Palermo. Il suo “segreto” fu quello di aggiungere polvere di marmo alla calce e al gesso, fino ad allora normalmente usati per formare lo stucco: polvere di marmo che dava una inusitata patina di lucentezza alle figure. La difficoltà di questa tecnica, cioè la rapidità con cui doveva essere lavorato lo stucco prima che si asciugasse, richiedeva un artista particolarmente fantasioso nell’improv...

La Chiesa dello Spasimo.

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29 Gennaio 2008. La Chiesa dello Spasimo si trova nel quartiere dalla Kalsa, una delle parti più antiche della città di Palermo. Attorno al 1506 il giureconsulto palermitano Giacomo Basilicò, particolarmente devoto alla "Madonna che soffre dinanzi al Cristo in croce", dono' del terreno ai padri di Monte Oliveto per farvi edificare una chiesa e un convento. I lavori iniziarono nel 1509, ma non furono mai conclusi. Sotto la minaccia dell'invasione turca infatti, alcuni anni più tardi si rese necessario il consolidamento dei sistemi di difesa della città. Vennero costruite nuove cinte murarie e, attorno alla chiesa, nel 1537 venne fatto scavare un fossato proprio laddove doveva sorgere il convento. Nel 1569 il Senato di Palermo acquistò il complesso per esigenze militari e i monaci vennero fatti trasferire altrove. Nel 1520 l’edificio, di grande importanza a quel tempo per l’intera comunità palermitana, si era arricchito di un capolavoro d’inestimabile valore, lo Sp...

Pani ca Meusa (Pane con la milza).

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29 Gennaio 2008. " Un deschetto, un capannello di persone che fanno ressa nell’attesa del proprio turno. Quelli che lo hanno già conquistato, in disparte, mangiano un soffice panino avvolto in un foglio di carta da pane, sempre più intriso dal grasso che gocciola dal panino. Ma tale è la soddisfazione di gustare una “focaccia”, che un po’ d’unto sulle mani è la cosa che preoccupa meno i golosi avventori. Dietro al deschetto un uomo in grembiule si muove ad intervalli e con gesti armonici, armato di una lunga forchetta a soli due denti, tira fuori da un pentolone d’alluminio, anch’esso dalla forma particolare e posto sul fornello in posizione inclinata, delle sottili fette di carne che altro non è che milza (interiora di vitello) e le distende al di sopra di un panino tagliato a metà, su di queste pone altre fette di tessuto polmonare (polmone di vitello) che in precedenza ha soffritto nella "saimi" (strutto), e infine completa il ripieno della focaccia con lo "s...