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Chiesa di S. Giovanni degli Eremiti (Chiese di Palermo)

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Nei pressi del Palazzo dei Normanni, che è diventato oggi la sede del Parlamento Siciliano, è collocata la chiesa di San Giovanni degli Eremiti che con le sue caratteristiche cupole rosse è diventata uno dei simboli della città. Giulio Carlo Argan scrive: “I Normanni che instaurarono la loro dinastia in Sicilia nel 1072, distruggono i monumenti, non la tradizione dell’architettura bizantina e araba. San Giovanni degli Eremiti a Palermo (1132) è araba nel nitido rapporto tra i corpi cubici e le cupole emisferiche”. Certamente più che a quella di una chiesa cristiana questa chiesa rimanda alla concezione spaziale delle moschee islamiche e tale richiamo all’Oriente viene ancor più enfatizzato dalle cupole di colore rosso acceso. La chiesa, le cui origini risalgono al VI secolo, subì la trasformazione in moschea prima di essere ricondotta all’antico culto da Ruggero II che, intorno al 1136, affidò la costruzione ai discepoli di San Guglielmo da Vercelli. Pesantemente manomessa nel corso d...

La Zisa(Monumenti arabo-normanni di Palermo)

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N ovecento anni fa, quando Palermo era la capitale più raffinata del Mediterraneo, i re normanni costruirono su mandato papale le grandi cattedrali cristiane. Ma per i propri piaceri copiarono l’arte dei mussulmani sconfitti. Sorse così el Aziz, la Splendida, che oggi torna con le sue vie d'acqua e d’ombra, i profumi delle erbe, i fantasmi dei suoi harem. Gli emiri che venivano dall'altra parte del mare lo chiamavano gennat alard, il Paradiso della Terra. E lo trovarono anche a Palermo. Ma gli abitanti di quella città, magnifica come lo era solo Bagdad per i suoi giardini e Cordova per le sue moschee, dieci secoli dopo seppellirono quel paradiso sotto i loro rifiuti. Dove c'erano fontane e palme da datteri e melograni ci portarono sozzure, veleni, carcasse di animali e di automobili. Dove crescevano le piante degli odori ci costruirono case deformi e giganteschi palazzi, rovesciarono cemento sugli agri più fertili della Conca d'Oro, nascosero castelli, coprirono te...

RUGBY: SEI NAZIONI, MALLETT CONVOCA BUSO E NITOGLIA PER IL GALLES

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Roma, 14 feb. - (Adnkronos) - L'ala del Montepaschi Viadana Kaine Robertson e l'estremo del Montpellier David Bortolussi non saranno a disposizione della Squadra Nazionale per il test-match di sabato 23 febbraio al Millennium Stadium di Cardiff contro il Galles, terza giornata dell'RBS 6 Nazioni 2008. Gli esami strumentali a cui gli atleti sono stati sottoposti hanno evidenziato per Kaine Robertson una lesione muscolare di primo grado al terzo distale del bicipite femorale destro, giudicata guaribile in un periodo compreso tra le due e le tre settimane, mentre per David Bortolussi la diagnosi provvisoria e' di sospetta infrazione della spina della scapola destra. Per conoscere i tempi di recupero dell'estremo azzurro e del Montpellier sara' necessario attendere ulteriori accertamenti. Nick Mallett, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana Rugby, ha convocato in loro sostituzione l'esordiente estremo e mediano d'apertura Paolo Buso e l'ala Ludovi...

CICLISMO: DEDICATA A CAMILLERI E MONTANTE LA SECONDA TAPPA GIRO D'ITALIA

Palermo, 13 feb. - (Adnkronos) - La Cefalu'-Agrigento, seconda tappa del Giro d'Italia, in programma domenica 11 maggio, sara' dedicata a due siciliani di spicco, e Calogero Montante, nonno del vicepresidente vicario di Confindustria Sicilia, Antonello, e lo scrittore Andrea Camilleri, il 'padre' del commissario Montalbano. Era il 1926 quando Calogero Montante, spinto da un viscerale amore per il ciclismo, costruiva a Serradifalco, a pochi chilometri da Caltanissetta, la sua prima bicicletta da corsa, naturalmente su misura. Da li' a poco Montante dara' vita alla prima squadra di ciclismo agonistico di tutto il Sud Italia.Il giovane Andrea Camilleri, dal canto suo, proprio nel 1943 in sella a una bici Montante riusci' a percorrere, senza alcun intoppo, i 55 chilometri che separano Serradifalco, dov'era sfollato con la madre per sfuggire ai bombardamenti alleati, da Porto Empedocle.

MOSTRE: TRAPANI, OLTRE 27MILA VISITATORI PER CARAVAGGIO

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Trapani, 12 feb. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Affluenza record per la mostra ''Caravaggio. L'Immagine del Divino'' in corso al Museo Pepoli di Trapani, visitata da oltre 27.000 persone. L'esposizione, che celebra i 400 anni dal passaggio del pittore in Sicilia, nella sola giornata del 10 febbraio ha registrato 1.800 visitatori, segnando cosi' il record di affluenza giornaliero del Museo Pepoli che ha raddoppiato, soltanto nei primi giorni della mostra, il numero di visitatori registrati nell'intero 2007. Un pubblico con tanti giovani e con tanti vip: ad ammirare le opere di Caravaggio anche il Presidente del Senato Franco Marini, i senatori Anna Finocchiaro, Calogero Mannino e Renato Schifani, l'ex presidente della regione Siciliana Salvatore Cuffaro, l'assessore regionale alla Sanita' Roberto Lagalla, il presidente della Corte d'Assise d'Appello di Palermo Giuseppe Nobile, il premio Oscar Vittorio Storaro, il presidente del Rot...

PONTE MESSINA: BERLUSCONI, RIPRENDEREMO SUBITO PROGETTO

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Roma, 12 feb. (Adnkronos) - "Il progetto per la realizzazione del Ponte di Messina verra' ripreso subito, immediatamente". Lo ha assicurato Silvio Berlusconi ospite della puntata di 'Porta a Porta' che andra' in onda questa sera.

Palermo,la Kalsa.L'antico Halisah

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Nei primi decenni del X secolo si impose la costruzione di una cittadella autonoma, a causa dell'insicurezza derivante dalla travagliata successione della dinastia fatimita a quella aghlabita. I governatori fatimiti infatti non solo dovevano affrontare eventuali attacchi dal mare ma anche l'ostilità di parte della popolazione palermitana. Tra il 937 ed il 938 d.c., Halil Ibn Ishaq, inviato dal califfo fatimita in aiuto dell'emiro palermitano, costruì la cittadella chiamata Halish (l'Eletta), da cui deriva il nome dell'attuale quartiere della Kalsa. Poiché occorreva un “sito difendevole, aperto agli aiuti di fuori, ed acconcio a vietarne ai palermitani”(1), fu scelto un luogo posto al di là del fiume del Maltempo e in prossimità della Cala. La cittadella era di forma pressoché trapezoidale e per ovvi motivi fu subito cinta di mura(2) . Grazie alla testimonianza di al-Muqaddasi(3) siamo a conoscenza del numero e del nome delle sue porte. Queste erano quattro: due...