TRADIZIONE E PNRR, A ISNELLO NASCE PALAZZO ITINERA - LA NUOVA CASA DEL RICAMO MILLENARIO.
23 settembre 2026.
Nel cuore del Parco delle Madonie il borgo di Isnello apre
un nuovo capitolo della sua storia. Al centro di questa rigenerazione urbana e
culturale c'è il restyling di piazza Mazzini e l'apertura di Palazzo Itinera.
Si tratta di un centro polifunzionale moderno che custodirà l'identità del
territorio, a partire dal prestigioso Museo "Trame di Filo".
La struttura fa parte della Rete Musei di Anci Sicilia,
l'iniziativa che unisce oltre 200 realtà in 100 comuni dell'isola per
valorizzarne il patrimonio. L'intera rete è esplorabile online sul portale
dedicato musei-sicilia.it.
Un hub culturale finanziato dal PNRR
Palazzo Itinera, realizzato grazie ai fondi del Piano
Nazionale di Ripresa e Resilienza, nasce come una vera e propria casa della
comunità. Non sarà solo una sede espositiva, ma un punto di riferimento per
cittadini e visitatori. L'edificio ospiterà infatti:
- Un
infopoint turistico insieme ad una caffetteria;
- Una
sala conferenze e spazi moderni di coworking.
- La
base di partenza per i cammini naturalistici, come il Sentiero
geologico-urbano (sito UNESCO) e il Sentiero dei Pianeti.
Il Museo "Trame di Filo": un unicum in Sicilia
Istituito nel 2009, il museo tutela l’antica arte del filet
(o modàno) e dello sfilato, noto storicamente come "400 Siciliano".
Il percorso espositivo si divide in due sezioni complementari: la memoria
storica e la sperimentazione contemporanea.
1. Il filo della memoria
La prima sezione raccoglie manufatti sacri e corredi tessili
del XIX e XX secolo. In passato, ogni punto di ricamo custodiva significati
profondi. Un esempio sono le federe di cuscino "cuspidate", i cui
motivi geometrici simboleggiavano l'unione tra maschile e femminile come
richiamo alla creazione divina.
Questa tradizione nacque nel XVIII secolo all'interno del
Collegio di Maria, dove le suore educavano le giovani locali. Nel Novecento, fu
la nobildonna Beatrice Ortolani a intuire che quel sapere domestico potesse
trasformarsi in uno strumento di riscatto sociale ed emancipazione per le donne
del borgo.
2. L'innovazione e il legame con lo spazio
La seconda ala del museo è dedicata alla sperimentazione.
Qui si ammirano le opere delle ricamatrici della scuola "Isnello
Ricama", nata nel 1999. Le artigiane hanno traghettato l'arte antica nel
futuro, usando materiali inediti come:
- Filato
d’oro e corallo rosso.
- Filato
estruso di poliammide.
- Gioielli
contemporanei e complementi d'arredo ispirati ai mosaici normanni e alle
maioliche di Santo Stefano di Camastra.
Da questo connubio tra artigianato e scienza nasce anche la
spirale in filo d'oro. Questo antico segno cosmico è diventato il design del
premio assegnato annualmente dal centro astronomico GAL Hassin di Isnello.
Verso il futuro: digitalizzazione e design
Oggi il testimone è nelle mani dell'Associazione "Le
Trame di Aracne", guidata dalla presidente Anna Agostara e formata da 11
ex allieve della scuola di ricamo. Il gruppo gestisce il museo e la scuola,
traghettandoli verso una nuova fase di rinnovamento digitale.
I progetti futuri prevedono il restyling dell'identità
visiva, il potenziamento della didattica e il lancio di una nuova linea di
prodotti artigianali di design. Una scommessa che non dimentica le radici
madonite, ma le trasforma in un patrimonio vivo e in un'opportunità di sviluppo
economico per le nuove generazioni.
Il sindaco Marcello Catanzaro
“L’arte del ricamo a Isnello ha radici profonde. Il filet,
in particolare, rappresenta un elemento identitario di questa comunità. Oggi
seppure diffuso, rimane tuttavia poco valorizzato. È volontà della
amministrazione, quindi riscoprire il filet, proponendolo come elemento
culturale da tramandare alle generazioni presenti come a quelle future, e al
contempo valorizzarne l’opportunità economica e sociale che questa
artigianalità racchiude.
In un tempo in cui tutti i prodotti sembrano di facile
realizzazione, in cui il valore di un bene è molto relativo perché facilmente
replicabile, possibilmente con materiali scadenti, realizzati da apparati
meccanici, riscoprire la manualità di chi riesce ancora a realizzare un
manufatto, utilizzando prodotti di qualità, in un contesto di lavoro che
favorisce la socialità ed anima anche i piccoli borghi, esaltandone la qualità
della vita assolutamente preferibile a quella stressante delle grandi città,
rappresenta certamente un investimento importante e assolutamente necessario. È
anche una forma di resistenza all’abbandono delle aree interne e alla frenesia
delle grandi città, in favore di una vita, sana, lenta e certamente migliore in
termini di qualità”.
Fonte: Carla Muliello, addetto stampa ANCI Sicilia



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