Oltre la divisa, dentro l'anima: Perché "L’eco del passato" è il capolavoro noir che stavamo aspettando.
Se siete finiti su questo blog, probabilmente conoscete già il Luogotenente Roberto Ascali, o come molti di noi amano chiamarlo, Lorenzo. Lo abbiamo visto crescere, capitolo dopo capitolo: da Maresciallo in terra d'Agrigento, tra le arsure di Punta Calura, fino al suo trasferimento nella complessa e sguaiata Palermo. Ma con l’ultimo romanzo di Francesco Toscano, "L’eco del passato", ci troviamo davanti a qualcosa che va ben oltre il semplice police procedural.
Un ponte tra passato e presente
Questo libro è il seguito ideale dell’operazione "Loan Shark", ma per un lettore attento è molto di più: è il punto di convergenza di un intero universo narrativo. Toscano compie un’operazione magistrale, collegando i fatti di oggi alla ferita purulenta dell’ Albergheria del 1951. Il delitto di Rosario Cotugno, ritrovato in quella posa rituale che ci gela il sangue fin dalle prime pagine, non è che l’ultimo anello di una catena forgiata decenni fa nella canonica di Padre Vincenzo.
La "Tragedia Deterministica" e il DNA Criminale
Ciò che rende unici i romanzi di Toscano è la sua lente da psicologo. Non si limita a cercare un colpevole, ma scava nel concetto di "Malacarne". Attraverso Ascali, l’autore ci interroga: esiste un debito karmico? Il male è un virus che si tramanda nel DNA? Vedere figure come Salvino Di Cesarino ("ù siddiatu") e Domenico Fici muoversi come boia di una "Suprema Corte Celeste", convinti di purificare il mondo con cocktail di arsenico e stricnina, eleva il noir a una riflessione metafisica sulla colpa e la metempsicosi.
L’umanità di un eroe fragile
Ma il vero cuore del romanzo resta lui, Lorenzo. È un protagonista che sentiamo vicino perché è profondamente umano. Lo vediamo lottare contro il suo diabete (chi di noi non sorride ormai davanti alla sua "banana rituale" per lo spuntino?), ma soprattutto lo vediamo proteggere con una tenerezza infinita la moglie Aurora, finalmente in convalescenza dopo la battaglia contro la leucemia. Il suo rifugio non è la caserma "Carini", ma quell’alloggio confiscato alla mafia dove lo attendono il bulldog Ciro e la gatta Fuffy. È in questa fragilità che risiede la sua forza investigativa.
Palermo: un personaggio vivo
La Palermo descritta da Toscano non è una cartolina per turisti. È una città caotica, intimidatoria, che "ti guarda e ti sfida". Tra le ombre della Zisa e i vicoli umidi dell’Albergheria, l’odore di pecorino dei messaggi anonimi e il simbolismo di chiavi antiche a forma di grifone, ci sentiamo anche noi, come scrive l'autore, dei "naufraghi in un mare burrascoso".
Conclusione
"L’eco del passato" non è solo una caccia all'uomo; è una caccia alle anime. È un libro che ti resta dentro, che ti costringe a guardare i tuoi fantasmi permanenti. Se amate il noir che non ha paura di sporcarsi le mani con la psicologia e la filosofia, non potete perderlo.
Perché, come ci ricorda sempre il nostro Luogotenente: “Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”.
Un lettore appassionato

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