Pubblicato il romanzo "L’eco del passato: Il seguito all’operazione di Polizia Giudiziaria - Loan Shark -", dello scrivente Francesco Toscano.
Palermo, lì 27 luglio 2026.
Buongiorno, mi pregio di informarvi che è stato appena pubblicato, momentanemante in formato epub, il romanzo "L’ECO DEL PASSATO : Il seguito all’operazione di Polizia Giudiziaria - Loan Shark -", il nuovo capitolo delle indagini del Luogotenente dei Carabinieri Ascali Roberto, per gli amici "Lorenzo", ovvero l'ultimo atto dei romanzi che costituiscono la collana “Le indagini del Maresciallo Ascali” che si compone dei romanzi “I ru viddrani”, “L’infanzia violata”, “Malacarne”, “Le indagini del Maresciallo Ascali: L’usuraio”.
Sinossi di
“L’eco del
passato: Il seguito all’operazione di Polizia Giudiziaria - Loan Shark -”
Introduzione
e Contesto
La vicenda si
svolge a Palermo nell'ottobre 2026, ponendosi come il seguito
ideale dell'operazione "Loan Shark". Il protagonista è il Luogotenente
Roberto (Lorenzo) Ascali, un investigatore esperto con una
specializzazione in psicologia, che presta servizio presso il
Reparto Operativo nella caserma "Giacinto Carini". Ascali vive un
momento personale delicato: la moglie Aurora è in convalescenza dopo una dura
battaglia contro la leucemia, e lui stesso deve gestire gli acciacchi dell’età.
L'Inizio
dell'Incubo: Il Delitto dell'Albergheria
L'indagine scatta
con il ritrovamento del cadavere di Rosario Cotugno nel
quartiere dell'Albergheria, dietro la chiesa del Carmine Maggiore. Il corpo
giace in posizione prona, una posa rituale che Ascali
riconosce immediatamente, avendola già incontrata anni prima nel caso di
Salvatore Crisà a Punta Calura. Accanto alla vittima viene rinvenuto un foglio
che emana un forte odore di pecorino e reca un messaggio
inquietante: "Il debito di
sangue non si cancella con il tempo. La Suprema Corte ha emesso il suo
verdetto: Malacarne eri e fiera famelica tornerai".
I
Fili del Passato e la Simbologia
L'indagine rivela
che Rosario Cotugno è il fratello di Maria Rita Cotugno, madre delle bambine
(Marianna e Francesca Rossi) abusate in un tragico caso di pedofilia che Ascali
aveva seguito in passato. L'investigatore comprende di trovarsi di fronte a una
"tragedia deterministica" legata ai fatti di sangue
dell'Albergheria del 1951, quando gli abusi di Padre Vincenzo
su Giuseppe Rossi (il “nonno” delle bambine) diedero inizio a un ciclo di
violenza inarrestabile.
L'assassino non
agisce per semplici logiche mafiose, ma come esecutore di una "Suprema
Corte Celeste", convinto di dover "purificare" il DNA
criminale della stirpe dei Rossi-Cotugno attraverso la morte. Rosario Cotugno,
inoltre, presentava una malformazione congenita (un braccio storpio),
interpretata dal killer come il segno fisico di un debito karmico.
Sviluppo
delle Indagini e Depistaggi
L'arma del delitto
è un cocktail letale di arsenico e stricnina, la stessa
"firma" utilizzata in precedenza da Salvino Di Cesarino
("ù siddiatu") per eliminare il boss Domenico Colucciello. Le
indagini tecniche dei Carabinieri (coordinate con i colleghi D'Amico, Toscanini
e Munafongino) portano al sequestro di una Fiat 600 bianca
alla Zisa, contenente un'urna cineraria rubata. All'interno
dell'urna, la Scientifica trova tracce di DNA appartenenti a Domenico
Fici, socio in affari della vittima Colajanni e uomo d'onore affiliato
al mandamento di Porta Nuova.
Nel tentativo di
confondere le acque, l'organizzazione orchestra un depistaggio
ad Acqua dei Corsari, lasciando una seconda urna e un messaggio scritto in un
italiano perfetto che punta verso ipotetici "scissionisti di
Villabate". Ascali, tuttavia, intuisce che il vero obiettivo del finto
messaggio è colpire il magistrato inquirente, la Dottoressa Maria Pia
Macaluso.
La
Cattura e la Fine di Bastianu
Il braccio
operativo dei mandanti viene identificato in Sebastiano Lo Nardo,
detto Bastianu. L'uomo viene catturato dopo un rocambolesco
inseguimento nel centro di Palermo; al momento dell'arresto indossa un
cappellino con il logo di un toro (Goorin Bros) e possiede una
chiave antica del XVII secolo con l'impugnatura a forma di
grifone, ulteriori simboli legati ai riti di vendetta antica.
Bastianu, durante
un drammatico interrogatorio nel carcere di Pagliarelli, confessa di aver agito
per conto di Salvino Di Cesarino e Domenico Fici. Poco dopo, però, si toglie la
vita in cella, lasciando una lettera in cui rivendica l'omicidio come un atto
di purificazione spirituale e accusa formalmente i vertici di Brancaccio e
Porta Nuova.
Conclusione:
L'Operazione "Loan Shark 2"
Grazie alle
confessioni di Bastianu e di un nuovo pentito, Gaetano Lo Cascio, i Carabinieri
sferrano il colpo finale con l'operazione "Loan Shark 2"
(o "Loan Shark 2026"), arrestando Salvino Di Cesarino e Domenico Fici
insieme a decine di affiliati.
Il romanzo si
chiude con Ascali che riceve un Encomio Solenne per l'acume
investigativo dimostrato. Nonostante il successo, il Luogotenente si abbandona
a un ultimo soliloquio malinconico: pur avendo vinto una battaglia, resta la
consapevolezza che Palermo è ancora prigioniera di una coazione a
ripetere millenaria e che la lotta contro il "Malacarne" non
avrà mai una fine definitiva.
Certo di avervi fatto cosa gradita, colgo l'occasione di porgerVi cordiali saluti.
Francesco Toscano

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