Tra uliveti e azzurro pélago il cammin serpeggia al lito; scosta Aurora al nevi-candido Etna il vel col roseo dito. Su la via, protende il mandorlo entro al cocchio i rami in fiore, scherza al par di lieta driade da l'amabime rossore. Sovra il ritmo de l'Oceano i suoi miti Grecia nvia; urna immensa, al lido classico versa il mar la melodia, e sussurra il lingua ionica fra il tremor de l'aura etnea, ondi-fresche, eterno-giovani rapsodie de l'Odissea. Carlo Snoilsky - Sulla via di Taormina - E la bella Trinacria , che caliga tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo che riceve da Euro maggior briga non per Tifeo ma per nascente solfo, attesi avrebbe li suoi regi ancora, nati per me di Carlo e di Ridolfo, se mala segnoria, che sempre accora li popoli suggetti, non avesse mosso Palermo a gridar: "Mora, mora!". Dante Paradiso: Canto VIII