[Palermo] ZEN: Fuochi d'artificio "mafiosi". Associazioni "Basta narrazioni tossiche, la cultura si costruisce col territorio"
«Apprendiamo dai social che i fuochi d’artificio di ieri sono stati interpretati come un'azione di disturbo allo spettacolo di Salvo Piparo, nell'ambito di un evento organizzato dal Teatro Massimo. Evento di cui, purtroppo, moltissime persone che vivono allo Zen non erano state neanche informate», dichiarano le associazioni del quartiere.
«Ci fa sorridere la visione fantasiosa di chi ha pensato che quei fuochi d'artificio fossero un atto di avversione contro la manifestazione culturale. E se anche si fosse trattato di un gesto provocatorio e certamente biasimabile - ma così non è stato - attribuirgli automaticamente una matrice mafiosa o paramafiosa, come se qualcuno avesse ascoltato i testi dello spettacolo, riconosciuto un messaggio antimafia e deciso di boicottare lo spettacolo in quanto tale, significa costruire una narrazione che ha il sapore delle cronache sensazionalistiche più che dell'analisi dei fatti», proseguono.
«È una lettura forzata, macchinosa e inverosimile. E soprattutto dannosa, perché alimenta ancora una volta la narrazione del quartiere irredimibile. Prendiamo quindi le distanze con fermezza da chi, con continue narrazioni tossiche, alimenta la discriminazione di un quartiere già in ginocchio», aggiungono.
«Apprezziamo invece il tentativo di portare la cultura allo Zen, auspicando che le prossime manifestazioni culturali prevedano un maggiore coinvolgimento del tessuto associativo che da anni opera nel quartiere. Saremo felici di dare il nostro supporto – come già diverse volte avvenuto in passato – per avvicinare il più possibile le persone che vivono allo Zen a tutti gli eventi culturali che le grandi istituzioni della città organizzano in questo territorio», sottolineano le associazioni.
«Invitiamo le grandi istituzioni culturali a compiere un passo ulteriore, avviando con il territorio una programmazione condivisa, continuativa e strutturata nel tempo, e non limitandosi a qualche iniziativa sporadica. Un'offerta culturale, per essere davvero rivolta a tutte e tutti, deve essere accessibile e costruita insieme al territorio; altrimenti alcuni linguaggi e alcune proposte rischiano di rimanere distanti da chi vive in contesti di marginalità o di povertà educativa. Solo così la cultura può diventare davvero uno strumento di partecipazione, crescita e trasformazione condivisa», concludono le associazioni del quartiere.
Le associazioni del quartiere Zen:
Handala
Laboratorio Zen Insieme
Lievito
Contatti:
Lara salomone - Associazione Handala
Fabrizio Arena - Associazione Laboratorio Zen Insieme

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