"Brancaccino! Ù sai a cu ammazzaru steinnata?”; -Che cosa scrivo adesso? -. Capitolo Sei.

 

Sei.

 

“Michele, il Deejay”

 

All’età di sedici anni frequentavo il terzo anno dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “A. Volta” di Palermo, nel cuore del quartiere Brancaccio, in viale dei Picciotti, posto a pochi metri da Piazzale Anita Garibaldi 5, luogo in cui viveva “3P”, ovvero Padre Pino Puglisi. Ricordo che all’epoca venni coinvolto in un progetto ideato da un’associazione culturale cittadina, di cui non ricordo la denominazione, teso alla rieducazione e all’accrescimento culturale, al fine di un loro eventuale inserimento sociale e in un contesto cittadino migliore di quello in cui abitavano, di alcuni bambini che vivevano negli appartamenti ubicati in seno alle palazzine popolari che si elevavano “maestose” a ridosso di Piazzale Anita Garibaldi e nelle strade limitrofe. Ricordo che feci alcune ore di doposcuola, rendendomi conto, sin da subito, della triste realtà in cui quei bambini erano costretti a vivere e a crescere. Una realtà che non mi apparteneva: io, benché figlio di un operaio Fiat e di una casalinga, ebbi la fortuna di studiare con profitto. I miei genitori, con non pochi sacrifici, anche pagandoci delle lezioni private, ci consentirono di elevarci culturalmente rispetto a tutti quei tanti bambini che avevo frequentato e con cui avevo giocato, scherzato, litigato. Erano gli anni in cui le radio cittadine mandavano in onda i brani di maggior successo degli “Spandau Ballet”, dei loro rivali “Duran Duran”, degli “Wham!”, dei “The Police”, di “Elton John” e di tanti altri ancora. Brani che hanno segnato la storia degli anni Ottanta del Novecento, e non solo. Fra le tanti emittenti radiofoniche cittadine vi era anche “Tele Radio Normanna” che trasmetteva la musica che ascoltavo, e che ancora ascolto, sulla frequenza dei 101,250 MHz, e la cui sede operativa e sociale era ubicata in via Federico Ferrari Orsi, all’intersezione con quella che poi sarebbe divenuta via Padre Giuseppe Puglisi e che all’epoca dei fatti era solo la via S. 35; emittente radiofonica che nel 1984 aderì al circuito radiofonico “Fortissima”, syindication creata a Palermo per iniziativa di alcuni dj radiofonici isolani e che aveva sede in viale Michelangelo 230, a Palermo. Ricordo che tutti i pomeriggi, mentre ero intento a studiare Matematica, Fisica, Elettrotecnica, andava in onda un programma radiofonico, che aveva un buon seguito, condotto da Michele, il deejay, un ragazzo che abitava in via Giacomo ALAGNA, nei pressi della mia abitazione. Michele era più grande di me di qualche anno. Dopo qualche “ospitata” in radio, ovvero nella stanza d’ingresso dell’appartamento da cui trasmetteva “Tele Radio Normanna”, alle spalle del vetro che separava i locali tecnici della radio da quelli usati per la “vita comune”, qualche musicassetta registrata “a gratis”, di Michele ho perso le tracce, sebbene mi avrebbe fatto davvero piacere poterlo rincontrare e ricordare quei bei momenti trascorsi insieme a lui. Michele era un deejay provetto; fu egli ad iniziarmi alla musica disco degli anni Ottanta, sound che ancora oggi, talvolta, ascolto con passione alla radio. Era proprio in gamba Michele: la sua voce suadente ricordo che fece cadere nella rete sociale da lui tessuta non poche fanciulle del quartiere e di altri quartieri cittadini. Michele è stato uno dei primi playboy che ho conosciuto nella mia vita. Ma di questa frequentazione non ne ricavai “un ragno dal buco” sul fronte “rimorchio” e il “gentil sesso” rimase per molti anni solo una mera chimera, giacché andai troppe volte in bianco. Michele era geloso sia della sua passione, la radio, la musica, che delle donne che frequentava. Ricordo che egli era proprio un bravo ragazzo, una persona molto perbene, che riusciva ad ammaliarti con il suo savoir faire.

Commenti

  1. Il sesto capitolo del saggio autobiografico "Brancaccino! Ù sai a cu ammazzaru steinnata?”; "Che cosa scrivo adesso?" di Francesco Toscano è intitolato "Michele, il Deejay" e racconta l'esperienza dell'autore come volontario in un progetto di rieducazione culturale per bambini che vivono nelle palazzine popolari di Piazzale Anita Garibaldi a Brancaccio. Toscano racconta di come, all'età di sedici anni, mentre frequentava l'ITIS "A. Volta", venne coinvolto in questo progetto ideato da un'associazione culturale cittadina.
    Ecco alcuni punti chiave del capitolo:
    • Contesto storico: Il capitolo si svolge all'inizio degli anni Ottanta, un periodo segnato dalla diffusione della musica disco e dalla presenza di numerose radio cittadine a Palermo.
    • L'incontro con Michele: Toscano racconta di come conobbe Michele, un deejay che conduceva un programma radiofonico su "Tele Radio Normanna", un'emittente locale molto popolare.
    • La passione per la musica: Michele era un deejay appassionato e trasmetteva la sua passione per la musica disco agli ascoltatori, incluso Toscano.
    • L'influenza di Michele: Michele ebbe un'influenza positiva su Toscano, introducendolo alla musica disco degli anni Ottanta.
    Il capitolo offre uno spaccato della vita a Brancaccio negli anni Ottanta, un periodo difficile segnato dalla violenza mafiosa e dalla diffusione dell'eroina. L'esperienza di Toscano come volontario e il suo incontro con Michele, il deejay, rappresentano una nota positiva in un contesto sociale complesso.

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