Il Cassaro: un'arteria vitale nel cuore di Palermo.

Corso Vittorio Emanuele (Palermo)

Palermo, 6 nov. 2024.

Il Cassaro, ufficialmente Via Vittorio Emanuele, già soprannominata Via Toledo e Via Marmorea, è la strada più antica - e fra quelle più ampie - di Palermo. La strada prende il nome dall'antico omonimo quartiere, chiamato in arabo Al Qasar; esso è un punto focale per la comprensione di Palermo. Non si tratta semplicemente di una via, ma di un'arteria che pulsa con la storia, la cultura e l'anima della città.

  • Un percorso ricco di storia: Il Cassaro, è il punto di riferimento per "Conoscere la città di Palermo"; si presenta come un percorso ideale per immergersi nella storia urbana della città. La sua importanza è sottolineata anche dalla presenza della Biblioteca Regionale Centrale della Regione Siciliana nel suo cuore.
(Nelle foto che seguono alcuni momenti di Educarnival 2017)





  • Un centro culturale vibrante: La Via dei Librai, evento di grande successo, ha animato il Cassaro Alto, trasformandolo in un'isola letteraria e culturale. La mostra dei costumi e degli elementi di scena della Fondazione Teatro Massimo, ospitata nella Biblioteca Regionale Centrale, testimonia ulteriormente la vocazione culturale di questo luogo.
  • Un luogo da esplorare: Che il Cassaro abbia un ruolo centrale nella vita di Palermo, è indiscutibile. Esso rappresenta un punto di partenza per la conoscenza della città.

Storia:


La strada venne tracciata nel VII secolo a.C. con la creazione stessa della città da parte dei Fenici, e tagliava in due parti l'agglomerato collegando l'originario porto alla necropoli posta subito alle spalle della città. In epoca araba divenne l'asse principale tipico dell'urbanistica araba dal quale si diramano le varie strade secondarie o darbi che si innestavano a questa ortogonalmente e che poi vanno a intricarsi nel territorio terminando negli aziqqa, vicoli ciechi tipici del centro cittadino. La modifica più importante al suo tracciato si ebbe nella seconda metà del Cinquecento, periodo in cui la città è capitale del viceregno spagnolo. Il progetto, probabilmente definito sin dall'inizio ma attuato in diverse fasi, prevedeva la rettifica e l'allargamento della strada fino a piazza della Marina. I lavori, con l'autorizzazione del viceré García de Toledo, iniziarono nel 1567: si iniziò con la rettifica della facciata meridionale fino a Porta dei Patitelli, poi con una massiccia opera di sventramenti, avvenuta in due fasi, per raggiungere piazza marina ed infine con la rettifica della facciata settentrionale. Lo sviluppo di questa "Strada Nuova", fu supportata attivamente dalla nobiltà palermitana che non solo contribuì alla realizzazione, ma creò anche spazi nuovi, come l'apertura di Piazza Aragona (successivamente Bologna, o dei Bologna, volgarmente chiamata Bologni) o Piazza Pretoria. Nel 1577 i lavori non erano ancora del tutto ultimati, e l'originale progetto fu totalmente stravolto nel 1581 dal viceré Marcantonio Colonna che prolungò la strada fino alle mura aprendola sul mare con Porta Felice.
Nel luglio del 2015 il Comune di Palermo ha proceduto ad una chiusura parziale al traffico di tutto l'asse, a partire dalla Cattedrale fino ai Quattro Canti; quattro anni dopo, nell'agosto 2019, la chiusura al traffico è stata prolungata fino all'altezza di Piazza Marina.
Lungo il suo asse o nelle immediate vicinanze si trovano 6 dei 9 beni monumentali che compongono il sito seriale Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, inserito nella Lista dei patrimoni dell'umanità dall'UNESCO nel 2015: Palazzo Reale, Cappella Palatina, Cattedrale di Palermo, Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, Chiesa della Martorana, Chiesa di San Cataldo.

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