Palermo 28 Settembre 2008: Al Barbera il Palermo batte per una rete a zero la Reggina
Il Palermo vince, con merito, la sua terza partita casalinga consecutiva battendo una Reggina che si presenta al Barbera con l'intento di far punti e portare a casa un buon risultato. Continua così "la dura legge del Barbera" che vede i rosanero primeggiare nei confronti dei loro avversari di turno. Nei primi dieci minuti di gioco le squadre, ben messe tatticamente in campo da entrambi gli allenatori, si studiano in modo da poter sfruttare a pieno le poche occasioni da goal che gli avversari concedono. La Reggina si difende con ordine alla pressione rosanero dei primi dieci minuti riuscendovi senza non poca fatica. Il Palermo, di contro, cerca di attaccare la squadra avversaria con l'intento di trovare lo spiraglio giusto per consentire alle due punte, Miccoli e Cavani, di colpire nel segno. La prima vera azione della partita arriva al minuto 12 con un interessante tiro cross di Balzaretti, dalla sinistra, in area reggina, con Cirillo costretto a mettere in angolo, anticipando Simplicio. Al quindicesimo Miccoli sbaglia clamorosamente sotto porta mettendo la palla in angolo dopo un buon assist di Cassani da destra. E' la prima palla goal della partita. Per entrambe le squadre è la terza partita consecutiva in una settimana e le gambe appesantite condizionano molto le giocate dei singoli. Il primo giallo della partita arriva al 22' ai danni di capitan Liverani che ha fermato fallosamente Brienza in progressione in mezzo al campo. Il secondo è invece all'indirizzo del reggino Santos al 27' per un fallo di mano. E' comunque una partita che non riesce a decollare. La seconda palla gol per il Palermo arriva al 34' con un gran movimento di Cavani sulla destra che mette il pallone all'interno dall'area piccola, dove il tocco di prima di Simplicio si spegne sopra la traversa di Campagnolo. Insiste il Palermo e nuovo pericolo per Campagnolo con un'azione personale di Miccoli che spara a botta sicura senza centrare lo specchio della porta. Al 39' punizione dal limite per il Palermo per un fallo di Cirillo (ammonito) su Simplicio. Batte Miccoli che spedisce la sfera sulla barriera. Non succede più nulla e le squadre guadagnano lo spogliatoio. All'inizio del secondo tempo il Palermo entra in campo con più determinazione. Al primo minuto, capocciata tra Corradi e Balzaretti che rimangono a terra e Brienza, solo davanti ad Amelia, lascia scorrere il pallone sul fondo dando lezione di sportività e con Amelia che ha chiamato l'applauso per l'ex rosanero. Per far male a questa Reggina ci prova Carrozzieri sugli sviluppi di un calcio d'angolo, ma l'incornata dell'ex atalantino termina fuori. Ad accendere la partita ed il pubblico ci pensa Miccoli che ruba palla a Cirillo, si intrufola in area e castiga Campagnolo con un'altra magia. Miccoli scatenato al 10' con palla messa al centro, dopo un giro di valzer su Santos e Cirillo anticipa in angolo su Simplicio. Adesso in campo c'è il vero Palermo. Nella Reggina entrano Barillà e Sestu. Al 23' per la Reggina ci prova Carmona su punizione dalla distanza, ma Amelia è attento e blocca a terra. Due minuti più tardi, su schema di punizione calciata da Liverani, Simplicio tocca con il peto per Miccoli che prima controlla e poi spara senza fortuna dalle parti di Campagnolo. Ballardini capisce che la stanchezza inizia ad attanagliare i suoi ed inserisce Lanzafame al posto dello straordinario Miccoli. I calabresi lo capiscono ed alzono il baricentro, ma cozzano contro la caparbietà dei rosa che più delle altre volte si aiutano a vicenda. Con qualche brivido di troppo per la porta di Amelia trascorrono i minuti. Nella Reggina Ceravolo prende il posto dello stremato Brienza, ovazione per lui all'uscita e nel Palermo, Ballardini concede spazio a Tedesco al posto di Cavani. Non succede più nulla e il Palermo mette in ghiaccio questa nuova importante partita. Bravi ragazzi. Abbiamo sofferto ma alla fine abbiamo messo altri tre punti in cascina. Ci aspettano adesso due partite esterne non facili rispettivamente con Juventus e il sorprendente Catania di Walter Zenga.

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