[Sicilia Stampa] ISTITUTO ZOOPROFILATTICO, i pastori Masai a Palermo: "Smettete di uccidere i nostri animali".
I Masai a Palermo all’Istituto Zooprofilattico della
Sicilia
Vaccini fraudolenti, morti in Tanzania migliaia di bovini dal 2012
I
pastori alla comunità internazionale: “Smettete di uccidere i nostri animali”
La
delegazione, insieme al direttore Caracappa, è stata ricevuta dal sindaco
Orlando e dal rettore Micari
Palermo – Vaccini di scarsa qualità, migliaia di bovini che
muoiono di East Coast Fever e Organizzazioni no profit sorde agli appelli. È il
dramma dei Masai, popolo di allevatori di bestiame che vive tra il Kenya e la
Tanzania, che stamattina ha inviato a Palermo una delegazione all’Istituto
Zooprofilattico sperimentale della Sicilia, nell’ambito di un tour europeo. I
pastori africani, in rappresentanza di una comunità di 600 mila persone, con i
loro lunghi e colorati mantelli rossi e blu, sono stati accompagnati da Beppe
di Giulio, veterinario da anni impegnato a sostenere la loro battaglia e da alcuni
membri del team VetsForMaasai. I pastori hanno dialogato con veterinari e biologi
per denunciare lo scandalo dei vaccini fraudolenti e il paradosso di alcune Organizzazioni
no profit internazionali e dei loro finanziatori da cui, anziché essere
aiutati, vengono danneggiati.
I pastori, poi, sono stati ricevuti a Villa Niscemi dal sindaco
Orlando e dal rettore Micari.
«I Masai
non cacciano e proteggono gli animali locali, portano in giro il loro bestiame
e garantiscono che la terra sia concimata», spiega Di Giulio. Questo ciclo
virtuoso, però, rischia di essere messo in pericolo per l’imposizione di
un’agricoltura che impoverisce i pascoli e la diffusione dell’East Coast fever
(ECF), una malattia trasmessa dalle zecche che uccide l’80 per cento degli
animali colpiti ma che può essere combattuta da un vaccino che, se propriamente
utilizzato, con una sola iniezione, riesce ad assicurare una protezione del 100
per cento. Il vaccino, perfezionato dalla dottoressa Lieve Lynen e da Di
Giulio, è stato messo a disposizione di chiunque l’avesse voluto utilizzare. Paradossalmente,
due organizzazioni internazionali, la ILRI e GALVmed,non solo hanno permesso
che il vaccino fosse iniettato con una dose inferiore a quella necessaria, ma
da due anni rifiutano di incontrare la comunità Masai. Il risultato? Dal 2012
ad oggi, in due soli distretti della Tanzania, sono morti di ECF centinaia di
migliaia di bovini. “I Masai hanno informato anche la Fondazione Gates, la
Comunità europea, la Fao, la Banca mondiale e altre organizzazioni delle
Nazioni Unite, ma nessuno interviene e più passa il tempo più bovini i muoiono.
Un
momento toccante dell’incontro è stata l’investitura da parte dei pastori del
direttore sanitario Santo Caracappa e del sindaco Orlando a leader onorari
tradizionali Masai, mentre il rettore Micari ha ricevuto la spada tipica dei
guerrieri. Caracappa e Guido Ruggero Loria, direttore dell’area Diagnostica
specialistica, si sono impegnati “a studiare la East coast Fever nel Centro di
referenza mondiale dello Zooprofilattico”. Il rettore Micari, nell’ambito dei
programmi di internazionalizzazione, si è detto disponibile a ospitare studenti
della comunità Masai all’Università di Palermo,
mentre il sindaco si è impegnato “a inoltrare l’appello dei Masai al
presidente del Parlamento europeo, al Governo italiano e alla Fao”.
Palermo, 21 ottobre 2016
Ufficio stampa: Giuseppina Varsalona (338.8385836)


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