I giovani migranti inaugurano al teatro Biondo l’anno accademico del dottorato UNIPA in “Studi letterari, filologico-linguistici e storico-culturali”.
10 nov. 2015
Ascoltare - La città, i nuovi
venuti, i bambini, i Maestri
I giovani migranti
inaugurano al teatro Biondo l’anno accademico
del dottorato UNIPA in
“Studi letterari, filologico-linguistici e storico-culturali”
del dottorato UNIPA in
“Studi letterari, filologico-linguistici e storico-culturali”
Saranno i giovani migranti che seguono i corsi
di italiano presso la Scuola di lingua italiana per Stranieri dell’Università
di Palermo (ItaStra) a inaugurare, il prossimo 3 dicembre, l’anno accademico
del dottorato in “Studi letterari, filologico-linguistici e storico culturali”
del Dipartimento di Scienze Umanistiche.
In
continuità con la linea culturale del dottorato e di tutto l’Ateneo, che mira a
promuovere un’idea di cittadinanza basata sull’apertura culturale e
sull’inclusione linguistica, il palcoscenico del teatro Biondo darà voce agli
“Echi della lunga distanza”, spettacolo ideato dal regista e narratore iracheno
Yousif Latif Jaralla, che racconta storie di ragazzi che hanno attraversato il
Mediterraneo per sfuggire alla guerra, alle persecuzioni, alla fame.
Seguiranno gli interventi di
Tullio Telmon, linguista e dialettologo, e Franco Lorenzoni, maestro che ha
fondato Casa-laboratorio di Cenci, un centro di sperimentazione educativa e di
ricerca sui temi ecologici, scientifici, interculturali e di inclusione.
I due ospiti introdurranno il
momento centrale del pomeriggio: la
consegna al professore Giovanni Ruffino, decano della scuola di linguistica
italiana dell’università di Palermo e presidente del Centro di Studi filologici
e linguistici siciliani, della medaglia
di “Benemerito dell'Ateneo di Palermo”.
In “Echi della lunga distanza” gli
spettatori potranno scoprire il sogno di Maris: aprire in Italia un negozio
tutto suo, così da poter portare anche nel Vecchio Continente la madre,
lasciata al di là delle coste della Libia. Ma rivivranno anche il ricordo
drammatico di una traversata di otto giorni trascorsi ad urlare, “perché si
sperava che dietro quel buio e dietro quel nulla in tumulto, ci fosse qualcuno.
E due donne annegavano. Un uomo urlava, guardava quei corpi, si batteva le mani”.
“Con lo spettacolo e l'inaugurazione del dottorato,
l'Università si apre alla città – dice il
coordinatore del Dottorato Mari D'Agostino – e sul palco non ci saranno solo i minori: insieme a loro ci sarà un
popolo di cinquanta migranti che ascolterà, insieme al pubblico in sala, le
storie dei loro figli, fratelli, amici”.
“L'Africa salirà sul palco – continua
il regista Jaralla – e accompagneremo gli
spettatori in un viaggio nell'habitat originale, nei paesi di provenienza dei
nostri giovani attori e dei protagonisti delle storie. Perché le narrazioni
saranno esclusivamente nella lingua madre dei ragazzi”.
Sullo schermo, in contemporanea,
verranno proiettate le frasi in lingua italiana accompagnate dalle foto di
Antonio Gervasi. Una raccolta di immagini che testimoniano la nuova vita dei
giovani migranti a Palermo e nelle aule della Scuola di italiano dell’Ateneo.
Nel corso della manifestazione
saranno anche consegnati gli attestati Cils (Certificazione di Italiano come
lingua straniera) alle donne migranti del progetto Fei "I Saperi
dell'Inclusione", che hanno superato brillantemente l'esame dopo aver
seguito i corsi di lingua e cultura italiana di ItaStra. Attestati anche per i
minori da tempo inseriti nei processi di inclusione linguistica della Scuola.
Infine, alle comunità che
accolgono i giovani migranti saranno consegnati 25 computer messi a
disposizione da Unicredit.
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